
Dalle risultanze investigative è emerso come l’uomo, dal 2014, con condotte reiterate, in abituale stato di alterazione determinato dall’assunzione volontaria di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti, maltrattava il padre convivente, aggredendolo quotidianamente verbalmente e fisicamente, spesso con l’uso di oggetti atti ad offendere, quali cacciaviti, martelli, bastoni di ferro, colpendo il padre alle spalle, anche in orario notturno. Lo percuoteva con pugni, calci e bastoni; lo rincorreva con martelli, cacciaviti e altri oggetti, per tentare di colpirlo solo perché lo stesso non rispondeva alle sue provocazioni, o non gli dava soldi. Lo minacciava di morte direttamente e indirettamente tramite i fratelli o altri parenti, offendendolo e denigrandolo, pretendendo continuamente soldi per comprarsi alcool e droghe sino ad arrivare a rompergli a martellate il trattore, le autovetture e altri suppellettili, rubandogli motoseghe e altri attrezzi da lavoro, facendogli continui dispetti come mettere la musica a volume elevato durante la notte o svuotargli completamente il freezer, lasciandosi andare improvvisamente ad eccessi di ira e aggressività verso chiunque si trovava davanti, tanto da costringere i fratelli a non andare più a trovare il padre per paura delle sue reazioni.
Gravi episodi di violenza quelli descritti in denuncia che, riscontrati dai Carabinieri di Collagna, hanno visto la Procura reggiana ottenere dal GIP il predetto provvedimento restrittivo di natura cautelare. I militari di Collagna il 21 dicembre scorso si recavano a casa del 36enne per dare esecuzione al provvedimento, ma poiché l’uomo negava il consenso all’adozione del braccialetto elettronico, i militari lo traevano in arresto e come disposto in ordinanza lo conducevano in carcere. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.




