
I bambini, di età compresa fra gli 8 e i 9 anni, verranno accolti nel periodo estivo da famiglie abitanti in vari territori, fra cui in provincia di Reggio Emilia.
«La donazione, che avverrà al momento dell’arrivo in aeroporto della delegazione saharawi, a Roma, risulta essere l’occasione per testimoniare come Auser sia sempre attenta all’inclusione e solidarietà fra persone, a prescindere dalla provenienza, e quanto l’associazione curi le differenze come possibilità di arricchimento e reciprocità –commenta l’associazione–. Con questo piccolo ma grande gesto –prosegue Auser–, chi fa parte del progetto vuole rafforzare il legame e il rapporto di pace tra i volontari italiani e il popolo saharawi: il completo rappresenta il caldo abbraccio di una lunga amicizia che ha coinvolto persone ma anche istituzioni e comuni che hanno firmato un Patto di Amicizia con i comuni saharawi del campo profughi a Tindofu, in Algeria.»
“Il Calore della Pace” testimonia, dunque, l’unione fra popoli e favorisce l’interrelazione e scambio tra persone di culture diverse ma anche fra le stesse partecipanti ai laboratori di manifattura Auser.
Nelle foto, qualche scatto della mattina di condivisione di lunedì 5 maggio, trascorsa presso la sede provinciale Auser di Reggio Emilia, insieme alle volontarie occupate nel progetto, alla presidente provinciale Auser Vera Romiti, alla presidente di Jaima Sahrawi Reggio Emilia Caterina Lusuardi, all’Assessora del Comune di Albinea Jessica Guidetti. Al termine dell’incontro, l’Ambasciatrice Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario, si è videocollagata online con il gruppo e ha ringraziato le volontarie per l’impegno.




