Scandiano adotta la “resistenza attiva” contro l’agrivoltaico speculativo: nuove regole e compensazioni fino al 3%
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Scandiano prosegue la propria battaglia contro gli impianti fotovoltaici a terra e gli agrivoltaici di natura speculativa. Dopo la lettera aperta con cui il Sindaco Matteo Nasciuti ha espresso la netta contrarietà dell’Amministrazione a progetti che consumano suolo agricolo e deturpano il paesaggio senza benefici reali per la comunità, la Giunta ha approvato una delibera che introduce criteri più chiari e vincolanti possibili sulle compensazioni dovute dai proponenti.

Il provvedimento parte da un dato di realtà: la normativa nazionale considera questi impianti opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, lasciando ai Comuni margini di intervento molto ridotti. Dopo che il TAR ha annullato il tentativo della Regione Emilia-Romagna di rafforzare le tutele, Scandiano ha scelto la via della resistenza attiva: non potendo impedire del tutto questi progetti, fissa regole chiare per ottenere quanto possibile per la comunità e frenare l’impatto su un territorio dal valore storico e paesaggistico unico, ancora disegnato dalle antiche centuriazioni romane.

Il cuore della delibera è l’introduzione di una compensazione pari al 3% dei proventi derivanti dagli impianti realizzati in aree agricole, così da restituire un poco di valore quando viene sottratto alla vocazione produttiva e paesaggistica della campagna scandianese. Per chi invece decide di installare in aree degradate, impegnandosi nella loro bonifica a proprie spese, la percentuale scende al 2,5%, premiando chi contribuisce a recuperare spazi compromessi invece di occupare terreni fertili.

«Non possiamo restare fermi davanti al rischio di perdere terreni agricoli e bellezza paesaggistica», sottolinea il Sindaco Matteo Nasciuti. «Questa delibera non è un via libera agli impianti speculativi, ma un argine e un’opportunità: se per legge non possiamo dire no, almeno possiamo chiedere in cambio tutto ciò che ci è consentito. E continuiamo a dire sì alle rinnovabili con criterio. Se parliamo di agrivoltaico, deve essere quello vero, che consenta davvero di coltivare sotto i pannelli».

Le compensazioni dovranno tradursi in interventi concreti e mirati: dal miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici all’installazione di rinnovabili sui tetti comunali, dalla rimozione dell’amianto alla realizzazione di nuove aree verdi, fino a progetti di tutela della biodiversità e di mobilità sostenibile.