
Le preoccupazioni quindi oggi sono incentrate sull’automedica che, si badi bene, non viene tagliata come qualcuno dice, ma spostata, solo di notte, di qualche chilometro, per servire in maniera più efficiente anche l’area del sassolese, come peraltro avviene in alcuni casi già adesso. Rimarranno comunque le due ambulanze infermieristiche che partono da Vignola. In caso di necessità dell’automedica sarà la centrale, come già avviene, che deciderà quale automedica fare partire, quella cioè più vicina al punto della chiamata, se quella da Pozza, se quella da Bazzano, o ancora, nel caso della montagna, l’elisoccorso. Confermate in montagna anche le ambulanze con infermiere nella zona di Roccamalatina, Zocca e Montese, risultato anche questo per niente scontato visto che nella prima versione era previsto un taglio di 30 ore. Per la montagna, tra l’altro, è in corso di redazione il Progetto Salute della montagna modenese, che prevede specifici investimenti.
I sindaci hanno chiesto, e ottenuto, che questa nuova organizzazione possa partire solo quando nel Pronto soccorso di Vignola ci sarà il secondo medico di notte. Prima non si parte. Tra l’altro, entro giugno del prossimo anno, verrà attivato anche il cosiddetto Ambulatorio a bassa complessità, per cui, i casi meno gravi, ma che hanno comunque bisogno di un medico, non debbano recarsi al Pronto soccorso allungando la fila dei cosiddetti codici minori e quindi, di fatto, allungando le attese. L’intero sistema verrà costantemente monitorato e rendicontato. Anche questa una richiesta dei sindaci.
Le difficoltà della sanità pubblica sono note a tutti, con stanziamenti nazionali che non coprono il fabbisogno reale delle persone. Con questo dobbiamo fare necessariamente i conti, ma queste novità, contenute ora nero su bianco nel nuovo Piano dell’emergenza-urgenza, indubbiamente favoriscono la sanità del Distretto di Vignola.



