Secondo gli ultimi dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (Bollettino n.11 del 09 gennaio 2026) la diffusione dei virus respiratori in Italia continua a essere particolarmente intensa su tutto il territorio nazionale, anche se il picco epidemiologico è stato raggiunto nella settimana di Natale con 18 nuovi casi ogni mille assistiti, tra infezioni respiratorie acute e sindromi simil-influenzali.

Il dato scorporato per fasce di età ha visto un’incidenza di 50 casi ogni mille assistiti per i bambini sotto i 4 anni, rimanendo alto (23 casi) anche in quelli sotto i 14. Nella settimana tra il 5 e l’11 gennaio il numero complessivo di nuovi casi è stato di 14 ogni mille abitanti ma nei bambini ha continuato a mantenersi importante con 36 su mille per i bimbi sotto i 4 anni.

Per quanto riguarda l’andamento in provincia di Modena, l’incidenza è salita fino a 19 casi per 1.000 abitanti nella settimana dal 22 al 28 dicembre e poi è diminuita fino a 13 per 1.000 abitanti nella seconda settimana di gennaio, con impatto maggiore sempre nella fascia d’età 0 4 anni.

La curva epidemica di questo inverno è dunque sovrapponibile a quella del periodo influenzale 2023-2024, quando il picco si è verificato nella stessa settimana di quest’anno, mentre nel 2024-2025 il picco è stato a fine gennaio.

Interessante notare come l’incidenza dell’influenza tra gli over 65 sia sensibilmente più bassa – 8/9 casi ogni mille abitanti nelle ultime tre settimane – ma anche più costante, dato che può essere certamente collegato con la fragilità di questa fascia di età ma, allo stesso tempo, con i buoni esiti della campagna di vaccinazione. Sono oltre 103mila gli over65 vaccinati nella nostra provincia, pari a 605,5 ogni mille abitanti, tra le coperture vaccinali più alte in Regione.

La vaccinazione può limitare non solo il contagio diretto, ma anche le complicanze che colpiscono soprattutto persone anziane che soffrono di patologie di carattere respiratorio e cardiovascolare, per lo più croniche, e che possono avere esiti particolarmente gravi e portare al ricovero in ospedale.

Effettuare la vaccinazione consente dunque una riduzione delle cosiddette “ospedalizzazioni evitabili”, e quindi di conseguenza riduce l’impatto organizzativo e il sovraffollamento delle strutture sanitarie. Un impatto che non solo porta a situazioni di complessa gestione quali l’aumento degli accessi in PS per sintomi respiratori e la pressione sui reparti per l’aumento dei ricoveri, ma si ripercuote su pazienti e caregiver. Si pensi all’utilizzo di importanti terapie farmacologiche e ai sistemi di ventilazione all’interno delle rianimazioni, sistemi anche invasivi nei casi particolarmente gravi, ma anche alla necessità di spostare i pazienti dal proprio domicilio, causa di disagio per i nuclei familiari.

I dati confermano, quindi, il passaggio del picco stagionale, con casi in calo, ma negli studi dei medici di famiglia così come nei pronto soccorso e nei reparti internistici e pneumologici continua a registrarsi un’importante pressione organizzativa: aumentano gli accessi per febbre, tosse, raffreddore e difficoltà respiratorie, così come le richieste di orientamento clinico da parte di pazienti che spesso non sanno come gestire i primi segni dell’infezione.

I medici del territorio e degli ospedali provinciali invitano la popolazione a non sottovalutare la circolazione virale, che resta molto elevata e, aspetto fondamentale, a evitare l’uso improprio dei farmaci. È bene monitorare con attenzione insieme al proprio medico di medicina generale i sintomi, soprattutto nei soggetti più fragili, al fine di intervenire tempestivamente.

Anche la vaccinazione antinfluenzale è ancora disponibile e mantiene la sua utilità per proteggere la popolazione durante la coda epidemica. Così come sono importanti le regole di prevenzione e di buon senso: distanziamento nei luoghi affollati, uso della mascherina in presenza di persone fragili, lavaggio frequente delle mani e corretta idratazione, soprattutto in corso di malattia.

I sintomi

Fra i sintomi più frequenti delle sindromi influenzali si segnalano:

  • raffreddore e rinite
  • mal di testa
  • dolori articolari
  • tosse persistente
  • mal di gola
  • febbre variabile

 

Sebbene la febbre possa essere anche elevata, i clinici ricordano che non è di per sé un indicatore di gravità. Diventa invece necessario un consulto medico quando:

  • la temperatura resta elevata per molti giorni
  • gli antipiretici non risultano efficaci
  • compaiono difficoltà respiratorie, forte debilitazione o sintomi atipici

Assolutamente da evitare il “fai da te”, soprattutto nell’uso di antinfiammatori e ovviamente antibiotici: l’influenza è causata da virus, e una loro eventuale prescrizione può avvenire solo dopo valutazione clinica per sospetta sovrainfezione batterica.

 

I dati provinciali

Nel complesso, il sistema ospedaliero sta affrontando una fase di intensa attività legata all’influenza stagionale, con Pronto Soccorso e reparti medici fortemente impegnati. La circolazione dei virus respiratori stagionali resta elevata e si riflette in un numero consistente di accessi ai Pronto Soccorso e di ricoveri, in particolare tra la popolazione adulta e anziana. La situazione è costantemente monitorata e gestita grazie alle misure organizzative messe in campo, ma richiede ancora attenzione, in particolare per la tutela dei pazienti più fragili e per un utilizzo appropriato dei servizi sanitari.

Gli accessi complessivi ai PS di tutta la provincia per tutte le patologie sono stati costanti nel periodo 29 dicembre-11 gennaio, per un totale complessivo di oltre 4800 ogni settimana, con un lieve calo solo nell’ultima settimana (12-18 gennaio), quando gli accessi sono stati 4716. Gli accessi ai PS della provincia (Mirandola, Carpi, Vignola, Sassuolo, Pavullo) si sono mantenuti intorno ai 3000 la settimana – confermato il picco natalizio quando la soglia è stata superata – mentre la parte restante ha avuto accesso negli ospedali della città di Modena.