
Perlasca è un uomo apparentemente qualunque che, nella Budapest del 1944, affronta la paura ogni giorno e sceglie di agire. Tra rastrellamenti, liste e lasciapassare, Perlasca arriva a presentarsi come console spagnolo e a confrontarsi con i vertici nazisti, compreso Adolf Eichmann, per proteggere famiglie destinate alla deportazione. Un dettaglio decisivo: una lettera firmata da Francisco Franco gli apre la strada alle sedi spagnole. Alla fine, le persone salvate saranno 5.200: ebrei, ma non solo.
È un racconto teatrale essenziale, affidato alla forza della parola e a un lavoro attoriale capace di passare con rapidità da un personaggio all’altro, senza perdere la chiarezza dei fatti. La regia sceglie la misura: “uno spettacolo semplice, senza fronzoli”, che lascia emergere la straordinarietà degli eventi.
Perlasca, rientrato in Italia, non raccontò mai nulla, nemmeno ai familiari, vivendo nell’ombra per decenni. La sua storia riemerge soltanto nel 1988, quando viene rintracciato da alcuni dei sopravvissuti; ai giornalisti che gli chiesero perché lo avesse fatto, rispose con una domanda: “Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?”.
In questo passaggio sta il cuore dello spettacolo e il senso della Memoria: non una celebrazione astratta, ma un invito a interrogarsi su responsabilità personali, scelte possibili e piccoli gesti che, in certe circostanze, diventano decisivi.
Lo spettacolo ha raccolto negli anni molti apprezzamenti nel mondo del teatro. Gabriele Lavia, ad esempio, ha scritto “Schindler’s List è un capolavoro. Ma non mi ha emozionato e commosso come questo spettacolo”.
Biglietti e informazioni: www.teatroasioli.it (prevendita anche su Vivaticket). Teatro Asioli, Corso Cavour 9, Correggio. Tel. 0522 637813 – info@teatroasioli.it. Biglietteria: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 18-19; sabato 10:30-12:30.




