L’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola può contare su una nuova apparecchiatura per la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), fondamentale per la diagnosi e il monitoraggio dell’osteoporosi. La nuova strumentazione è stata donata all’Azienda USL di Modena dall’Associazione La Nostra Mirandola ODV, presieduta dalla Professoressa Nicoletta Vecchi Arbizzi, che da anni sostiene i servizi sanitari del territorio.

La MOC, in dotazione ai professionisti della Radiologia di Mirandola diretta dalla dottoressa Francesca Nasi, è un esame semplice e non invasivo che permette di misurare la densità minerale delle ossa e di valutare il rischio di fratture, in particolare nelle persone più fragili come donne in post-menopausa e pazienti anziani. Una riduzione della densità ossea è infatti strettamente collegata a un aumento del rischio di fratture, con importanti conseguenze sulla qualità della vita.

Secondo la Società Internazionale di Densitometria Clinica, l’esame MOC è consigliato alle donne a partire dai 65 anni e agli uomini dai 70 anni di età. L’esame è indicato anche a qualsiasi età in presenza di fratture da fragilità già avvenute, di segni radiologici di osteoporosi oppure quando sono presenti importanti fattori di rischio, come l’uso di farmaci che favoriscono la perdita di massa ossea o malattie associate all’osteoporosi. La MOC è inoltre raccomandata nelle donne in post-menopausa e negli uomini sopra i 60 anni se sono presenti fattori di rischio, tra cui una menopausa precoce (prima dei 45 anni), periodi prolungati di amenorrea prima della menopausa superiori a sei mesi, un apporto insufficiente di calcio, condizioni che favoriscono la carenza di vitamina D, lunghi periodi di immobilizzazione, fumo, abuso di alcol, magrezza o una familiarità per osteoporosi. Infine, secondo le linee guida internazionali riportate anche nei protocolli regionali, i controlli MOC non dovrebbero essere effettuati prima di 18 mesi per la DXA vertebrale e prima di 18–24 mesi per la DXA del femore.

Proprio sull’appropriatezza degli esami radiologici, e dunque anche della MOC, è in corso un importante lavoro dello staff del Governo della Specialistica ambulatoriale dell’Azienda USL, in coerenza con le indicazioni regionali. L’impegno è di individuare e diffondere i criteri più idonei per l’accesso a questo tipo di prestazioni in relazione all’iter diagnostico e di follow up dei pazienti, per una sempre maggior appropriatezza prescrittiva da parte di MMG e medici specialisti.

La nuova apparecchiatura, che sostituisce quella installata nel 2013 sempre grazie alla generosità dell’Associazione, è dotata di un software di ultima generazione (TBS) che consente una valutazione ancora più accurata della salute dell’osso. Oltre alla densità ossea, il sistema analizza anche la microarchitettura dell’osso, migliorando la capacità di individuare precocemente il rischio di fratture da fragilità anche nei pazienti che all’esame densitometrico “base” non sono classificati come osteoporotici.

Il servizio MOC di Mirandola rappresenta un punto di riferimento per tutto il sistema sanitario modenese: è infatti l’unica apparecchiatura presente in AUSL e il personale sanitario mirandolese da qualche anno collabora strettamente con quello che opera nelle altre due strutture attive in provincia di Modena, ossia la Medicina nucleare del Policlinico e l’Ospedale di Baggiovara, tramite corsi di aggiornamento sulla metodica e confronto multidisciplinare sulla ricaduta clinico-terapeutica dei risultati ottenuti. Nel 2025 a Mirandola sono stati effettuati circa 6.600 esami, a conferma dell’elevata richiesta e dell’importanza del servizio.

“Rivolgiamo un sentito ringraziamento all’Associazione La Nostra Mirandola e in particolare alla Professoressa Arbizzi – sottolineano la dottoressa Anna Manduchi, Responsabile della Direzione sanitaria dell’Ospedale mirandolese e la dottoressa Nasi, intervenute al momento di ringraziamento insieme alla dottoressa Annamaria Ferraresi, Direttrice del Distretto di Mirandola – per questa nuova donazione, che consente di migliorare ulteriormente la qualità delle cure e di rafforzare la prevenzione dell’osteoporosi a beneficio della comunità. Ancora una volta l’Associazione conferma la propria attenzione ai bisogni della comunità e il forte legame con l’Ospedale di Mirandola, sostenendo investimenti tecnologici fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce. La collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà associative locali si conferma un valore aggiunto per il sistema pubblico, capace di tradursi in benefici reali per i cittadini, in termini di qualità delle cure, accesso alle prestazioni e tutela della salute. Grazie a questo nuovo gesto di solidarietà, sarà possibile garantire esami sempre più accurati e rafforzare il percorso di prevenzione dell’osteoporosi”.