L’integrazione dell’AI come infrastruttura condivisa al servizio del patrimonio, della creatività e dell’accessibilità.
Questo l’intento della due giorni che si svolgerà a Bologna giovedì 5 e venerdì 6 febbraio al Dama Tecnopolo dal titolo “Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione”, dedicata al ruolo del digitale e dell’intelligenza artificiale nella trasformazione dei processi culturali e creativi.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il settore Patrimonio culturale, in collaborazione con Art-ER, i Clust-ER regionali e Fondazione Fitzcarraldo, si inserisce nel programma di Art City Bologna 2026 e nasce con un obiettivo chiaro.
“Vogliamo costruire insieme una direzione condivisa per l’uso dell’intelligenza artificiale nella cultura, mettendo a sistema competenze, esperienze e visioni- afferma l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, che interverrà domani a conclusione della prima giornata-. L’Emilia-Romagna ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio nazionale di innovazione culturale, dove tecnologia e patrimonio dialogano per generare sviluppo, inclusione e nuove forme di partecipazione. Il digitale e l’AI devono essere strumenti al servizio delle comunità capaci di ampliare l’accesso alla cultura e rafforzare il legame con i territori”.
La prima giornata, tappa bolognese di Artlab promossa da Fitzcarraldo con Art-ER, prevede un laboratorio di confronto articolato in tavoli di lavoro e, nel pomeriggio, una plenaria di sintesi e rilancio. Il professor Pier Luigi Sacco modererà il confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle organizzazioni culturali, tra cui oltre alla stessa Allegni, Antonella Negri dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura, Anette Schaefer di Eit Culture and Creativity e Francesco Ubertini, presidente di Cineca e Ifab.
Venerdì 6 febbraio sarà invece il momento della pratica e delle esperienze concrete. L’apertura è affidata al keynote “Una cattedrale di dati digitali e conoscenze pluridisciplinari per le scienze del patrimonio”, che vedrà la partecipazione del coordinatore del gruppo di lavoro “dati digitali” del progetto scientifico del Cnrs e del ministero della Cultura francese per il restauro di Notre-Dame Livio De Luca (Cnrs – Centre national de la recherche scientifique), e di Marco Gaiani dell’Università di Bologna.
A seguire, musei, archivi, biblioteche e realtà culturali racconteranno i progetti realizzati e in corso di realizzazione grazie al bando Digital Humanities, finanziato con fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027, mostrando come la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stiano già trasformando la gestione e la fruizione del patrimonio culturale in Emilia-Romagna.
Dal Comune di Sorbolo Mezzani (Pr), che racconterà l’esperienza di SO.ME., la digital library nata per digitalizzare e rendere accessibili gli archivi storici comunali attraverso processi avanzati di metadatazione, all’Istituto Storico di Modena, con la piattaforma Trame, pensata per offrire una fruizione integrata del patrimonio culturale regionale e un nuovo portale dedicato alla storia modenese del Novecento. L’associazione Il Cassero (Bo) illustrerà il progetto di digital library e digital humanities Lgbt+, dedicato alla valorizzazione delle raccolte del Centro di documentazione Flavia Madaschi di Arcigay Il Cassero, mentre la Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche (Ra), con Mic 4.0 costruisce un ponte tra il patrimonio storico della ceramica e le nuove frontiere digitali dell’arte. L’Ausl Romagna presenterà inoltre il progetto “La cura attraverso l’arte”, un museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola che intreccia memoria, territorio e innovazione, mentre la Fondazione Internazionale della Danza/Aterballetto (Re) racconterà l’esperienza di Double Reality, in cui il monumento fisico dialoga con il suo doppio digitale, aprendo nuove prospettive di fruizione e narrazione del patrimonio.
Un futuro necessario per aprire uno spazio strutturato di dialogo tra politiche pubbliche, tecnologie emergenti e pratiche culturali, con l’obiettivo di trasformare il digitale e l’AI in leve strategiche per lo sviluppo del sistema culturale regionale.



