Dopo una fase di sospensione, la Regione Emilia-Romagna potrà riprendere l’iter di approvazione del progetto di legge per la “Localizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale” (aree idonee), sebbene con delle modifiche. Rispetto, infatti, a quanto previsto dalla recente normativa nazionale l’Emilia-Romagna, come le altre Regioni, dovrà individuare con la propria legge “ulteriori” aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, rispettando i criteri nazionali e garantendo il raggiungimento entro il 2030 dell’obiettivo di 6.330 Mw.

Su quest’argomento è intervenuta oggi in Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità l’assessora all’Ambiente, Irene Priolo.

“Riprendiamo il nostro iter normativo, che si era interrotto lo scorso maggio per effetto di numerose sentenze del Tar che hanno determinato la modifica o l’annullamento di parti della norma nazionale- ha ricordato Priolo-. Ora, con la pubblicazione della nuova legge che ha recepito parti del nostro progetto, completeremo il quadro normativo nella maniera più chiara e sostenibile possibile. Sappiamo che la transizione energetica deve essere accelerata, ma deve avvenire con un patto chiaro tra istituzioni, imprese, cittadine e cittadini. Tutelare il territorio e promuovere lo sviluppo non devono essere obiettivi in contraddizione, ma due facce della stessa politica”.

A maggio 2025, la Giunta aveva approvato la delibera del progetto di legge, avviando così il percorso verso l’Aula: un passaggio significativo sia per l’attuazione delle politiche regionali in materia di transizione ecologica e sviluppo sostenibile, sia per garantire il rispetto degli obiettivi assegnati all’Emilia-Romagna dalla normativa nazionale. Il provvedimento si inseriva infatti nel quadro del burden sharing nazionale che prevede, entro il 2030, il raggiungimento di 6,3 Gw di potenza aggiuntiva da fonti di energia rinnovabile in Emilia-Romagna, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di 80 Gw. Il potenziale incremento di potenza installata sulle aree idonee, così come identificate dall’atto, può raggiungere circa 10 Gw, andando oltre quindi gli obiettivi assegnati.

Il progetto di legge regionale è stato però sospeso a causa dell’annullamento della norma nazionale sulle aree idonee da parte del Tar del Lazio, che ha imposto al legislatore di riformare la disciplina in materia ai fini dell’installazione di impianti a fonti rinnovabili.

Dopo la pubblicazione della nuova norma, è ora possibile riprendere il progetto di legge che sarà approvato dalla Giunta regionale entro il prossimo maggio e approderà in Aula entro il mese di aprile.