
“Lavoreremo, dando un contributo alla procedura concorsuale, per favorire l’ingresso di nuovi soggetti operanti nella grande distribuzione organizzata. Siamo di fronte a una situazione complessa, una delle più grosse crisi che abbiamo affrontato in Emilia-Romagna negli ultimi anni. Questo sia perché riguarda un numero importante di lavoratrici e lavoratori e sia perché va a impattare i servizi per le nostre comunità, in quanto sono coinvolti punti vendita che si trovano anche in frazioni o piccoli comuni del territorio emiliano-romagnolo”.
Così l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, durante il tavolo di salvaguardia occupazionale di Realco di Reggio Emilia che si è tenuto questa mattina a Bologna nella sede della Regione, con i rappresentanti dell’azienda, le organizzazioni sindacali, Rsu, e l’Agenzia regionale per il lavoro.
La crisi Realco – per la quale è stata depositata la richiesta di concordato al Tribunale di Bologna, che ha già nominato due commissari – interessa 140 punti vendita e circa 1.500 lavoratori, diretti e indiretti, come trasporti e logistica.
I rappresentanti del gruppo hanno comunicato che nelle prossime ore partirà la richiesta di Cassa integrazione per cessazione per 352 lavoratori.

“Il tempo è una variabile fondamentale- ha aggiunto Paglia-, non possiamo entrare in una dimensione dilatoria e le offerte dovranno diventare vincolanti. Il fatto positivo da rimarcare è la presenza di più gruppi solidi e credibili della Grande Distribuzione Organizzata pronti a intervenire. Le lavoratrici e i lavoratori sanno che c’è un indirizzo e una strada possibile, anche se ci sarà da fare dei sacrifici perché dovranno affrontare un percorso di ammortizzatori sociali, che potrebbero riguardare anche gli operatori dei punti vendita aperti. La Regione chiederà al sistema bancario di anticipare ai lavoratori in cassa integrazione le cifre che saranno corrisposte attraverso l’ammortizzatore”.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto: “tutela piena di occupazione e salario, con urgenza sull’autorizzazione del tribunale al pagamento dello stipendio di gennaio, come previsto dall’articolo 100 del Codice della crisi d’impresa, e accesso agli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori coinvolti;
una soluzione industriale unitaria che includa punti vendita, sede centrale e poli logistici, evitando qualsiasi ipotesi di frammentazione o “spezzatino” che metterebbe a rischio continuità occupazionale e rete commerciale”.
È stata richiesta, poi, massima trasparenza sul concordato preventivo e sulle interlocuzioni con eventuali soggetti interessati.
Accolta positivamente la disponibilità della Regione Emilia-Romagna a promuovere una convenzione con istituti bancari per l’anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale, in attesa del pagamento diretto da parte di Inps della cassa integrazione.
La direzione Realco ha comunicato un incontro nelle prossime ore con i commissari nominati dal tribunale nella giornata di ieri. Al momento, fanno sapere i sindacati, “risulta una sola proposta vincolante, limitata a 18 punti vendita e con esclusione di sede centrale e poli logistici”.
La Regione Emilia-Romagna ha confermato la riconvocazione tempestiva del tavolo in base agli sviluppi.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs “la priorità è la salvaguardia dei posti di lavoro e la garanzia di chiarezza sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Realco”. “Continueremo – dicono le tre sigle – a presidiare ogni fase della vertenza, mettendo al centro lavoro, dignità e continuità produttiva”.



