Simona Larghetti

Il 2027 segnerà un passaggio decisivo per la mobilità dell’intero territorio metropolitano. Con l’entrata in esercizio del tram, la Città metropolitana di Bologna avvia una trasformazione strutturale del sistema degli spostamenti che non riguarda solo il capoluogo, ma tutti i 55 Comuni del territorio, interessando oltre un milione di cittadini e migliaia di city users che ogni giorno si muovono per lavoro, studio e servizi.

Intorno alle nuove linee tranviarie sarà ridisegnata l’intera rete del trasporto pubblico metropolitano: un rafforzamento complessivo dei servizi, il miglioramento delle linee esistenti e nuovi collegamenti più capillari tra pianura, area urbana e Appennino. Una riorganizzazione che mette al centro il diritto alla mobilità come leva di equità territoriale, per garantire pari opportunità di accesso a servizi, lavoro e formazione in tutto il territorio, coordinandosi anche con le politiche di rigenerazione urbana e dell’abitare.

La Città metropolitana di Bologna vuole imprimere dunque una nuova spinta alla mobilità sostenibile. Ed è con l’atto firmato ieri, 19 febbraio, dal Sindaco metropolitano, che parte ufficialmente una nuova fase attuativa per il rilancio del PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, giunto a circa metà del suo percorso. Il provvedimento non ne stravolge l’impianto, anzi parte proprio dal Piano vigente per aprire una nuova fase operativa e progettuale, con l’elaborazione di approfondimenti tematici.

Il rilancio del PUMS sarà il motore di un nuovo percorso, costruito attraverso un confronto ampio e strutturato con Comuni e Unioni, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico. Una pianificazione condivisa, capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità locali.

Accanto alla riorganizzazione della rete, saranno aggiornati il Biciplan metropolitano e la rete ciclabile, definite linee di indirizzo per la moderazione del traffico nei centri abitati e per una distribuzione urbana delle merci più efficiente e sostenibile, fino a un documento

dedicato ai veicoli a guida autonoma, per preparare il territorio alle innovazioni che nei prossimi anni cambieranno la mobilità delle persone e delle imprese. A questi si aggiunge un Mobility Report di raccolta e analisi dei dati sulla mobilità nell’area metropolitana.Tutto questo in modo coordinato: infatti il rilancio del PUMS non rimane un’iniziativa isolata, ma si inserisce a pieno titolo nella visione disegnata dal nuovo Piano Strategico Metropolitano, in particolare coordinandosi e concorrendo alle politiche di qualificazione dell’abitare e della rigenerazione urbana.

In particolare, le attività previste riguardano l’elaborazione di una sintesi delle strategie del PUMS e approfondimenti progettuali su specifiche tematiche.

La Sintesi Strategica, a partire da un’attenta fotografia della mobilità sul territorio (Mobility Report), avrà il ruolo sia di rilanciare e amplificare gli obiettivi del PUMS, che di riprendere le strategie e azioni in esso contenute, riallineando e raggruppandole in forma sintetica sotto 5 macro ambiti strategici: Trasporto Pubblico Metropolitano, Mobilità attiva e spazio condiviso, Logistica urbana, Mobilità innovativa e automazione, Pianificazione integrata; oltre a fornire una riflessione fondante sulla sostenibilità economica del Piano per garantire la continuità delle risorse.

La Sintesi Strategica riassumerà dunque, per ciascuna macrostrategia, quanto è previsto e confermato nel PUMS, cosa è stato fatto, cosa si è consolidato, rafforzato, evoluto o manca da attuare, ciò su cui si vuole puntare ed innovare, anche ampliando la visione strategica sulle politiche dell’abitare.

Il Piano per il rilancio del Trasporto Pubblico Metropolitano rappresenta una necessità strategica di progredire nel completamento dell’attuazione delle azioni e misure per il suo sviluppo, a partire da quanto già previsto dal PUMS vigente e in funzione dell’imminente messa in esercizio delle prime due linee tranviarie realizzate.

Le Linee di indirizzo per la moderazione rappresenteranno un documento tecnico fondante per l’introduzione di elementi omogenei di moderazione nella progettazione del corridoio stradale, inteso come spazio condiviso e pubblico, a favore della sua sicurezza intrinseca e degli effetti ambientali che ne derivano, limitando la velocità di percorrenza da parte dei veicoli a motore a totale favore e protezione della mobilità attiva; tale strumento dovrà contenere tutte le indicazioni tecniche e normative di riferimento per indirizzare la progettazione nella miglior scelta tra le diverse soluzioni possibili, in base al contesto infrastrutturale, urbanistico ed ambientale di inserimento.

Lo sviluppo del nuovo Biciplan metropolitano rappresenta un importante lavoro di messa a sistema e a valore di tutti gli strumenti e attività di pianificazione, progettazione, promozione e attuazione messi in campo sino ad oggi a favore della ciclabilità, in coerenza con la normativa entrata in vigore successivamente all’approvazione del PUMS in materia.

L’approfondimento progettuale rappresentato dalle Linee di indirizzo per la logistica urbana vuole rispondere alla necessità di individuare, alla scala locale ed in particolare per il capoluogo, gli interventi possibili, anche a carattere puntuale, per migliorare la logistica di prossimità legata alla distribuzione dell’ultimo miglio in un’ottica di sostenibilità, anche a favore di un maggior controllo dell’e-commerce in ascesa.

Infine le Linee di indirizzo per l’automazione dei mezzi di trasporto vengono intese come un vero e proprio apripista strategico per fornire un inquadramento generale sulle diverse aree tematiche da approfondire e declinare in successivi strumenti di progettazione, con l’obiettivo principale di orientare e porre le basi per l’innovazione nel campo della guida autonoma sia nel trasporto delle persone che delle merci.

A lavorare insieme saranno la Città metropolitana, a cui è affidato il coordinamento, il Comune di Bologna e l’Agenzia per la mobilità SRM, con il coinvolgimento degli enti del territorio e tavoli aperti agli stakeholder. I costi sono già coperti nel bilancio dell’Ente con l’obiettivo di chiudere i lavori entro la primavera del 2027.

“Ritengo fondamentale – sottolinea Simona Larghetti, consigliera metropolitana delegata a Mobilità sostenibile, Trasporto pubblico locale integrato – portare avanti un bilancio proattivo di quanto dal 2019, anno di approvazione del PUMS, ad oggi è stato realizzato e messo a punto e avviare una nuova fase di rilancio del Piano, allo scopo di continuare ad influire ancora più efficacemente sul miglioramento e l’evoluzione della mobilità e della qualità urbana nel territorio metropolitano, innescando un rinnovato impulso amministrativo, progettuale ed attuativo, anche in relazione allo sviluppo del nuovo Piano Strategico Metropolitano (PSM) e in vista dell’arrivo delle prime linee tranviarie”.