
Di questi, 12mila euro saranno destinati alla rete territoriale di supporto, mentre ben 64mila euro (pari all’84 per cento del totale) finanzieranno servizi di sollievo domiciliare e progetti per il benessere psicofisico dei caregiver.
«Aumentare la vicinanza ed il sostegno non solo a chi è in difficoltà diretta, ma anche al nucleo familiare che si fa carico di questa fragilità- dichiara Matteo Mesini, Presidente dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – perché troppo spesso si corre il rischio di dimenticarsi di chi assiste le persone fragili: il pilastro invisibile su cui regge il nostro intero sistema di welfare. Destinare la quasi totalità delle risorse a servizi diretti di sollievo significa dire a queste persone non siete soli. Vogliamo che il nostro territorio sia un luogo in cui prendersi cura di chi cura diventi una realtà quotidiana, fatta di tempo ritrovato, supporto psicologico e dignità».
«Dietro le finestre di tante case del nostro territorio – afferma Marco Biagini, assessore alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico – c’è un esercito silenzioso che non conosce ferie né orari. Sono i caregiver familiari: figli, coniugi o genitori che dedicano la propria vita all’assistenza di un caro non autosufficiente. Per loro abbiamo approvato la Programmazione, con un chiaro obiettivo: intercettare i caregiver “invisibili”, consolidare la rete di supporto e garantire quegli interventi minimi essenziali previsti dalla legge regionale».
Approvato con la delibera di Giunta n. 19 del 6 febbraio 2026, il documento mira innanzitutto a far uscire queste persone dalla condizione di “invisibili”. Non si tratta solo di erogare sussidi, ma di costruire una comunità che sappia ascoltare. Cuore pulsante di questa strategia è lo Sportello Caregiver Distrettuale, gestito dai volontari dell’associazione “Curacari”, che diventerà un punto di riferimento stabile per orientarsi tra servizi sociali, consulenze legali e supporto psicologico.
Delle risorse stanziate, la fetta più consistente – 64mila euro, pari all’84 per cento del fondo – sarà destinata direttamente a servizi di sollievo e progetti per il benessere psicofisico. L’obiettivo è regalare ossigeno a chi è schiacciato dal carico assistenziale.
Il piano entra nel dettaglio delle necessità quotidiane con interventi mirati. Accanto alle già consolidate “pause di sollievo” domiciliari, il Distretto sperimenterà interventi di gruppo: piccoli nuclei di anziani saranno assistiti da operatori qualificati in spazi dedicati, permettendo ai familiari di staccare la spina per alcune ore, sapendo i propri cari in buone mani.
Le novità toccano anche la fragilità estrema della demenza. Nel corso del 2026, a Fiorano Modenese aprirà un nuovo Meeting Center, un luogo di socializzazione e stimolazione cognitiva che offrirà supporto specialistico anche ai familiari. Per le situazioni più gravi, invece, verrà potenziato il progetto “Namastè”: gli operatori socio-sanitari porteranno nelle case stimolazioni multisensoriali per i pazienti allettati, migliorando la qualità della vita dell’intero nucleo familiare.
La programmazione è il frutto di un lavoro di rete che coinvolge l’AUSL di Modena, i sindacati e il Terzo Settore. In un territorio che comprende Fiorano Modenese, Formigine, Maranello, Sassuolo e i comuni dell’Appennino (Frassinoro, Montefiorino, Palagano e Prignano), la delibera rappresenta un patto di solidarietà. “Prendersi cura di chi cura” non è più solo uno slogan, ma un impegno amministrativo che mette al centro la dignità delle persone.




