Negli ultimi giorni si è sviluppato un costruttivo confronto tra l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, le associazioni ambientaliste del territorio e Aipo – Agenzia Interregionale per il fiume Po, in merito agli interventi di gestione della vegetazione in corso lungo il tratto urbano del torrente Crostolo, un importante corridoio ecologico per la città di Reggio Emilia.
Lo fa sapere l’assessora alle Politiche per il Clima del Comune di Reggio Emilia Carlotta Bonvicini rendendo noto che, dopo il confronto, Aipo ha deciso di riprogrammare gli interventi sulla vegetazione previsti nel tratto sud del Crostolo, posticipandoli alla fine dell’estate, in un periodo più compatibile con la salvaguardia della fauna.
In queste settimane Aipo interverrà invece nel riconsolidamento della sponda destra laddove c’è erosione, all’altezza degli abitati di Baragalla e Canali.
Per quanto riguarda gli interventi sulla vegetazione riprogrammati, l’assessora spiega: “Si tratta di lavori che Aipo realizza periodicamente per garantire una migliore sicurezza idraulica dei corsi d’acqua. Interventi di questo tipo non sono continui, ma vengono programmati nel tempo con l’obiettivo di mantenere gli alvei più gestibili dal punto di vista idraulico, riducendo il rischio di criticità durante eventi meteorologici intensi.
Nel caso del Crostolo, tuttavia, l’equilibrio è particolarmente delicato. Il torrente rappresenta infatti un’infrastruttura naturale che ospita biodiversità e svolge un ruolo fondamentale per gli ecosistemi urbani: era importante trovare il modo di intervenire garantendo la sicurezza idraulica senza compromettere il valore ambientale dell’area.
Aipo aveva già chiarito che gli interventi sarebbero stati limitati e selettivi, con l’obiettivo di non rimuovere più del 30 per cento della vegetazione e intervenendo principalmente su alberi secchi e sterpaglie in alveo, cioè sugli elementi che possono creare maggiori criticità dal punto di vista idraulico.
Le associazioni ambientaliste avevano tuttavia sollecitato una riflessione sui tempi di realizzazione dei lavori, chiedendo di evitare il periodo primaverile, in particolare fra il 15 marzo e il 15 luglio. Come previsto dalla Legge 157/1992, infatti, primavera e inizio dell’estate sono una fase particolarmente delicata per l’avifauna, in quanto coincidono con il periodo di nidificazione e riproduzione.
Come amministrazione comunale abbiamo ritenuto importante farci portavoce di questa richiesta, favorendo il dialogo tra i soggetti coinvolti per individuare una soluzione che tenesse insieme sicurezza idraulica e tutela degli ecosistemi. Esprimiamo quindi soddisfazione per l’esito del dialogo e ringraziamo Aipo, in particolare l’ingegnera Monica Larocca, per la disponibilità dimostrata nell’accogliere le richieste emerse dal territorio.
In queste settimane si sono svolti anche importanti momenti di confronto sul campo, con sopralluoghi e incontri tra associazioni ambientaliste, guardie ecologiche volontarie, tecnici di Aipo e tecnici dell’amministrazione comunale, direttamente nell’area di cantiere. È stato un confronto costruttivo e utile per tutti, che ha permesso di approfondire le modalità degli interventi e di condividere osservazioni e sensibilità diverse.
Questo risultato – conclude l’assessora – dimostra come il confronto tra istituzioni, tecnici e associazioni possa portare a scelte più equilibrate e consapevoli. La gestione dei corsi d’acqua urbani richiede infatti un approccio integrato, in cui sicurezza idraulica, tutela della biodiversità e cura del paesaggio possano procedere insieme nell’interesse della comunità e del territorio”.




