Ottanta anni di libertà, ottanta anni di suffragio femminile, ottanta anni di Consiglio comunale. Il Comune di Modena celebra il primo Consiglio eletto dopo la fine del regime fascista con il progetto “1946-2026. Modena 80 anni di democrazia”, un percorso culturale e divulgativo che intreccia memoria istituzionale, partecipazione civica e valorizzazione della storia democratica cittadina.
L’iniziativa, presentata mercoledì 25 marzo in Municipio dal sindaco Massimo Mezzetti, assieme al presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri, all’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, alla presidente dell’Istituto storico Ilaria Franchini e a Vittorina Maestroni del Centro documentazione donna, si aprirà in una data simbolica, il 31 marzo, la stessa in cui si tennero le elezioni amministrative del 1946 quando, per la prima volta, votarono anche le donne e, per la prima volta, poterono essere elette. In quel primo Consiglio comunale modenese entrarono così Beatrice Ligabue, Clelia Manelli e Ilva Vaccari, protagoniste di una stagione decisiva per la ricostruzione democratica della città.
Promosso dalla Presidenza del Consiglio comunale, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, e organizzato in collaborazione con il Comitato per la storia e le memorie del Novecento e con l’Assessorato alla Cultura, Promozione della città e Centro storico, il progetto si sviluppa attraverso una mostra storico-documentaria, eventi pubblici, itinerari urbani e momenti performativi, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della storia istituzionale locale e dei valori democratici.
Si parte il 31 marzo con un Consiglio comunale celebrativo a cui prenderanno parte Alfonsina Rinaldi, già consigliera comunale, sindaca di Modena e deputata della Repubblica Italiana; Isabella Bertolini, anche lei ex consigliera comunale, consigliera regionale, deputata della Repubblica e attualmente componente del Consiglio Superiore della Magistratura, e gli studiosi Mattia Golinelli e Anna Lombardi. La seduta straordinaria rappresenterà un momento istituzionale e commemorativo dedicato al ritorno della democrazia cittadina dopo la Seconda guerra mondiale e alla riflessione sul ruolo delle istituzioni locali e della partecipazione politica.
Dal 31 marzo al 2 giugno 2026 sarà inoltre visitabile la mostra storico-documentaria “1946-2026. 80 anni di Consiglio comunale”. Curata da Daniel degli Esposti e Paola Gemelli e realizzata in collaborazione con l’Archivio storico comunale, l’esposizione sarà allestita nella sala dei Passi Perduti del Comune e presso la biblioteca Delfini e ricostruirà, attraverso documenti originali, fotografie e atti d’archivio, il passaggio dalla fine del sistema del podestà alla nascita della nuova amministrazione democratica cittadina.
Il calendario delle iniziative proseguirà poi il 10 aprile 2026 con l’incontro pubblico di approfondimento storico “1946-2026. 80 anni di Consiglio comunale”. L’evento si terrà al Teatro della Fondazione San Carlo e sarà l’occasione per presentare brevemente l’Atlante elettorale modenese del 1946, progetto curato dall’Istituto Storico di Modena. All’incontro interverranno il giornalista Flavia Fratello (La7) e i professori Lorenzo Bertucelli (Unimore) e Maurizio Ridolfi (Università della Tuscia), entrambi ordinari di storia contemporanea, per collegare la vicenda modenese ai processi democratici nazionali del secondo dopoguerra.
Ampio spazio sarà dedicato anche alle giovani generazioni e alla cittadinanza con dieci itinerari urbani narrativi per le scuole e due percorsi didattici aperti al pubblico, questi ultimi previsti sabato 18 aprile e domenica 10 maggio. Gli itinerari racconteranno la crisi istituzionale provocata dal fascismo, la ricostruzione democratica e i luoghi della memoria cittadina, con visite che includeranno anche la sala del Consiglio comunale all’interno del Municipio.
Le celebrazioni si concluderanno il 2 giugno 2026, Festa della Repubblica, con “#Cittadine! Alla conquista del voto”, spettacolo di danza e narrazione in programma alle ore 18 al Teatro Storchi. La performance, con la regia di Arturo Cannistrà, coinvolgerà le scuole di ballo modenesi e racconterà la lunga conquista del diritto di voto femminile, attraverso coreografie, parole, musica e immagini. L’iniziativa è curata dal Centro documentazione donna di Modena, dall’Istituto Storico e dalla Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza. L’evento è ad ingresso gratuito previa prenotazione: dal 19 maggio sul sito www.cddonna.it e presso la biglietteria del Teatro Storchi.




