
Al centro dell’intesa c’è il cosiddetto “distacco funzionale” dell’Ispettrice Elena Fontana. Per i prossimi tre anni, l’ufficiale opererà a tempo pieno (sei giorni su sei) direttamente all’interno degli uffici della Procura della Repubblica di Modena.
Non si tratta di un semplice cambio di scrivania, ma di un presidio strategico. L’Ispettrice, pur rimanendo gerarchicamente legata al Comune di Sassuolo, lavorerà sotto la direzione dei magistrati modenesi. Il suo compito principale sarà quello di gestire il flusso delle notizie di reato, facendo da “ponte” operativo tra le indagini condotte sul territorio dalla Polizia Locale e la successiva fase giudiziaria.
“L’attività è svolta prevalentemente nell’interesse del Comune di Sassuolo”, si legge nel documento, a sottolineare come un coordinamento più stretto possa tradursi in risposte più rapide per la legalità cittadina.
L’operazione, prevista dalla Legge 208/2015, non graverà sulle casse dello Stato: sarà infatti il Comune di Sassuolo a continuare a farsi carico degli oneri economici e assicurativi della propria dipendente. Dal punto di vista pratico, l’efficacia definitiva del provvedimento è ora legata all’ultimo via libera formale del Ministero della Giustizia.
L’accordo segue le linee guida della Regione Emilia-Romagna che, già nel 2024, aveva spronato gli enti locali a consolidare modelli di “polizia di comunità” attraverso collaborazioni dirette con le istituzioni giudiziarie. Per Sassuolo, è un passo avanti decisivo verso una gestione più moderna e integrata della sicurezza urbana




