È stato presentato questa mattina, nella Sala degli Specchi del Teatro Municipale Valli, il nuovo percorso espositivo dal titolo Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori”, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere, allestito a Palazzo dei Musei di Reggio Emilia dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027. La mostra, che inaugura nell’ambito della XXI edizione del festival Fotografia Europea, comprende anche un nucleo intitolato Oltre quei monti il mare”, concepito grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus allestito presso il Teatro Municipale Valli, visitabile dal 1° maggio al 14 giugno 2026.

Nel 2021, nell’ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di Palazzo dei Musei è stata inaugurata una nuova sezione fotografica concepita come uno spazio dinamico di ricerca, pensiero e valorizzazione delle immagini. La sezione dedica uno spazio permanente all’opera di Luigi Ghirri, figura centrale per la storia della fotografia e per l’identità culturale della città. Il progetto – promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri – vede ogni anno una nuova esposizione che racconta la complessità della produzione dell’artista attraverso prospettive critiche inedite e il coinvolgimento di autrici e autori contemporanei.

 

Fotografia e musica: una relazione profonda

Il riallestimento della sezione di fotografia di Palazzo dei Musei per il 2026–2027 esplora quella che Luigi Ghirri definiva la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine”. Un tema centrale nella sua ricerca, che attraversa tanto le sue fotografie quanto i suoi scritti. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo fondamentale nella costruzione dello sguardo. La musica, al pari di pittura, filosofia, letteratura e cinema, contribuisce alla formazione di quella “immagine dell’esterno” su cui l’autore ha costantemente riflettuto, riconoscendole una forte capacità narrativa e la possibilità di generare autentici “squarci visionari”.

Nella sua opera, Ghirri indaga uno spazio condiviso tra suono e immagine: una capacità comune di “incontrare e costruire uno sguardo”. Questa affinità emerge nelle sue “piccole illuminazioni”, ovvero nella possibilità di rendere visibili aspetti della realtà altrimenti destinati a rimanere inosservati. Particolarmente significativa è la vicinanza al cantautorato italiano, alla scrittura di Bob Dylan e alla musica classica. In un dialogo del 1989 con Lucio Dalla, Ghirri sottolinea una comune tensione narrativa: l’attenzione per paesaggi marginali e microstorie capaci di trasformarsi in racconti universali. In questa prospettiva, paesaggio sonoro e paesaggio visivo diventano due forme complementari di relazione con il mondo.

Il percorso espositivo

La mostra intende affrontare questi diversi livelli di contatto tra fotografia e musica articolandoli in un percorso in tre parti che alterna luoghi, incontri e riflessioni sull’ascolto e sullo sguardo. In maniera significativa, l’esposizione si apre infatti con la proiezione di un video inedito realizzato da Ghirri nel 1991 – per l’occasione presentato nella versione editata dal montatore Cristiano Travaglioli – che documenta l’avvicinamento di Luigi Ghirri al linguaggio cinematografico avvenuto negli ultimi anni della sua vita. Le immagini rivelano una forte continuità con la ricerca fotografica di Ghirri, accanto a una dimensione intima e domestica. Il suono assume un ruolo centrale: dalla ricorrenza di “Series of Dreams” di Bob Dylan alla musica classica, fino ai suoni ambientali che accompagnano le sequenze finali.

La prima sezione è dedicata ai “luoghi della musica”: disegni parietali di trombe e percussioni, interni di teatri, chiese con organi come fossero piccoli monumenti, jukebox e pianoforti. Ne emerge un ritratto stratificato che intreccia cultura alta e popolare, restituendo la musica sia come presenza storica sia come apparizione effimera. Le immagini, provenienti da progetti diversi, testimoniano l’attenzione costante di Luigi Ghirri per un paesaggio sonoro diffuso fatto di tracce, strumenti e spazi abitati. Tra permanenza (architetture storiche) e transitorietà (segni e oggetti), si costruisce una visione instabile che invita a un continuo ripensamento dello sguardo. Luigi Ghirri dimostra una cultura duttile, capace di stratificare o sovrapporre riferimenti musicali, spesso molto distanti tra loro, e calarli nello spazio circoscritto di una parete o nella latitudine di un paesaggio urbano.

La seconda sezione è dedicata al rapporto tra Luigi Ghirri e i musicisti, e presenta numerosi materiali inediti realizzati assieme a Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP e molti altri, per copertine di dischi e tour. In particolare, la relazione con Lucio Dalla è ricostruita – oltre che da un ricco corpus di immagini – attraverso l’esposizione del menabò inedito progettato da Ghirri e Paola Borgonzoni, in cui è interessante notare come i ritratti del musicista e gli scatti che si concentrano sull’immaginario musicale siano messi in relazione con fotografie di paesaggio realizzate durante il tour americano “Dallamericaruso” del 1986. La mostra è anche occasione per mettere in luce l’importante – e ancora troppo poco raccontato – contributo di Paola Borgonzoni, designer di formazione, compagna di vita e figura decisiva per l’opera di Ghirri nell’elaborazione di progetti editoriali (tra cui le copertine di “Kodachrome 1978”, “Viaggio in Italia” ed “Esplorazioni sulla via Emilia”) e nell’ideazione delle copertine dei dischi. La sua produzione si caratterizza per un’immagine delicata, evocativa e poetica, molto spesso costruita a partire dai suoi disegni e dal riutilizzo di materiali provenienti da contesti differenti (atlanti, mappe), capaci di produrre cortocircuiti in grado di aprire a possibilità inattese.

La terza sezione, intitolata “Oltre quei monti il mare”, è concepita come uno spazio di sperimentazione e riflessione attorno al tema del soundscape, grazie alla partecipazione dell’artista Iosonouncane, pseudonimo di Jacopo Incani. In questo spazio unico ma tripartito, le stanze sintetizzano la scena sonora primaria, l’esperienza acustica a partire dall’infanzia del musicista e la scoperta del suono. Mettendo in relazione l’“ecologia dello sguardo” di Ghirri e l’“ecologia acustica” del compositore, teorico e ambientalista Raymond Murray Schafer, l’intervento vuole restituire la profondità di questa riflessione che, seppur in contesti differenti ma negli stessi anni, sottolinea una crescente difficoltà nel vedere e nel sentire: una saturazione che riguarda l’ambiente, l’esterno e il rapporto con la natura.

Il focus al Teatro Municipale Valli

Dal 1° maggio al 14 giugno 2026, un ulteriore focus dedicato alle immagini per le copertine di musica classica della storica etichetta discografica RCA, è allestito nella sala ottagonale del Teatro Municipale Valli. La scelta richiama un luogo centrale nell’esperienza di Luigi Ghirri, che con I Teatri di Reggio Emilia ha collaborato a lungo, fotografando spettacoli e ambienti. Accanto ad una selezione di immagini vintage scelte e stampate da Ghirri in formato quadrato 30×30 per le copertine della RCA, alcune delle quali inedite, saranno esposte anche immagini preziose custodite nell’Archivio storico del Teatro Municipale: fotografie degli spettacoli realizzati negli anni (in particolare tra il 1984 e il 1991) che restituiscono lo sguardo di Ghirri sulla scena e sul tempo teatrale.

I contributi audio originali

La mostra è accompagnata da una serie di audio originali a cura di Giulia Cavaliere: approfondimenti, dialoghi e interviste ad artisti come Angela Baraldi, Gianni Morandi e Luca Carboni, che si intrecciano al percorso e invitano a una fruizione “in ascolto”. Le voci di artisti e musicisti – alcuni dei quali hanno collaborato con Ghirri o ne hanno condiviso un tratto di strada – restituiscono, in forma diretta, il dialogo tra suono e immagine che attraversa l’intero progetto.

Supporti e collaborazioni sulla parte musicale

La sezione di mostra “Oltre quei monti il mare” è stata realizzata grazie al supporto di BDC – Bonanni Del Rio Catalog, realtà parmense attiva da anni nell’ambito dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione tanto alla musica quanto alla fotografia. Nell’ambito del progetto, lo spazio culturale Colonne Ventotto di Parma ospiterà, a partire dal mese di giugno, una serie di incontri generati dalla mostra, contribuendo ad ampliarne ulteriormente la diffusione e la portata. Un contributo essenziale, per lo stesso spazio, è stato inoltre assicurato da RCF, azienda leader mondiale nella produzione di sistemi audio professionali, che ha messo a disposizione competenze e strumentazioni per la sonorizzazione dell’ambiente.

Sabato 2 maggio, alle ore 16, nel Portico dei Marmi di Palazzo dei Musei si terrà inoltre un talk dedicato alla mostra. L’incontro, moderato da Damiano Gullì (curatore di Triennale Milano), offrirà un’importante occasione di approfondimento e confronto, grazie agli interventi dei curatori Ilaria Campioli, Andrea Tinterri e Giulia Cavaliere, e del musicista Iosonouncane, che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei temi, dei contenuti e delle prospettive legate all’esposizione.