Alessandro Martignetti

“Sono passati 19 mesi e 13 giorni dalla scadenza del contratto nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle 173 farmacie private spalmate tra Modena e provincia, 92 tra Reggio e provincia. Un tempo infinito per chi ogni giorno tiene aperto un presidio essenziale di salute di prossimità. Ora basta: a queste persone servono rispetto, salario e dignità”.

Così Alessandro Martignetti, leader di Fisascat Cisl Emilia Centrale, racconta lo sciopero nazionale di oggi a Roma delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private, cui ha preso parte anche una importante delegazione modenese e reggiana del sindacato.

 

NUMERI INSUFFICIENTI

La proposta avanzata da Federfarma il 19 febbraio scorso è gravemente insufficiente, se si considera quanto rende il business delle farmacie private. L’Italia è in controtendenza europea, con il numero di farmacie private in costante aumento, come dichiara Federfarma. A Modena e provincia le farmacie private sono 173, con un bacio stimato di circa 920 lavoratrici e lavoratori coinvolti. Nella provincia di Reggio Emilia sono 92, con un bacio stimato di circa 490 lavoratrici e lavoratori. Persone indispensabili, ma ancora pagate troppo poco per il valore che producono ogni giorno per la comunità.
Ai farmacisti vengono offerti 200 euro lordi di aumento più 20 euro di welfare; ai commessi 130 euro lordi più 20 euro di welfare. “Siamo lontanissimi dai 360 euro lordi chiesti dai sindacati per entrambe queste figure professionali. E siamo anni luce distanti  dal riconoscimento vero di professionalità, responsabilità, turni, festivi, notti e reperibilità. Il punto è semplice”, incalza Claudia Rizzo della segreteria Fisascat Emilia Centrale.

Il divario con l’Europa è sotto gli occhi di tutti. In Italia il riferimento contrattuale per un farmacista collaboratore resta poco sopra i 2.000 euro lordi mensili; in Francia un farmacista di officina parte da circa 3.700 euro lordi (con 35 ore settimanali) e in Germania l’ingresso supera i 4.100 euro lordi (con 39 ore settimanali). Ecco la polaroid concreta di quanto, qui da noi, il lavoro qualificato venga svalutato.

“Chi entra in farmacia non trova solo un banco. Trova ascolto, orientamento, cura e un presidio sanitario sotto casa. Per questo chiediamo un rinnovo giusto adesso. Le farmaciste e i farmacisti privati, insieme a tutto il personale, meritano molto di più. Ora è il tempo di mettere da parte le giustificazioni deboli e aprire ad un contratto all’altezza. Basta attese”, chiosa Fisascat.