Proseguono gli interventi di smantellamento dei sistemi all’interno dell’edificio reattore dell’ex centrale nucleare di Caorso (Pc), mentre entrano nel vivo anche i lavori di ristrutturazione del deposito temporaneo ‘Ersma’.
In questa fase, il cantiere è impegnato, da un lato, nelle operazioni già avviate e progressivamente estese alle diverse parti dell’impianto e, dall’altro, negli interventi di adeguamento dei depositi temporanei, con opere strutturali e impiantistiche necessarie per la gestione in sicurezza dei materiali derivanti dal decommissioning, anche in vista delle successive fasi operative previste entro il 2028.
Il punto sull’avanzamento delle operazioni è stato fatto oggi, nel corso di una nuova riunione del Tavolo per la trasparenza istituito dalla Regione Emilia-Romagna, dall’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo. Presenti la sindaca di Caorso, Roberta Battaglia; il responsabile disattivazione centrale di Caorso di Sogin, Alessandro Calamari, il direttore Regolatorio, istituzionale e comunicazione di Sogin, Giuseppe Bono, e il direttore Deposito nazionale e Parco tecnologico di Sogin, Annafrancesca Mariani. Hanno partecipato inoltre gli amministratori dei comuni di Piacenza, Besenzone, Castevetro Piacentino, Cortemaggiore, Monticelli d’Ongina, San Pietro in Cerro, Villanova sull’Arda, oltre ai rappresentanti di Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, del Ministero della Salute, di Arpae, delle associazioni e sindacati che aderiscono al Tavolo.
“I lavori stanno andando avanti e il percorso di dismissione procede nel rispetto delle condizioni di sicurezza, come abbiamo potuto verificare anche nel Tavolo per la trasparenza, che rappresenta uno strumento fondamentale di informazione e confronto con il territorio- sottolinea l’assessora Priolo-. Parliamo di un processo lungo e complesso, che richiede competenze elevate e un controllo costante, ma che segna anche un passaggio importante: il decommissioning non è solo smantellamento dell’impianto, è anche l’occasione per restituire valore a questo territorio. In questa direzione si inserisce l’accordo tra Regione e Sogin, che mette a disposizione un primo stanziamenti di circa 4 milioni di euro derivanti dagli oneri compensativi, a cui si aggiungono ulteriori 2 milioni di euro che la Regione ha deciso di investire per rafforzare gli interventi. Risorse che saranno destinate ai Comuni della Media Valle del Po per progetti di riqualificazione ambientale e sviluppo locale”.
Gli interventi
Entrano nel vivo le attività avviate nel novembre 2024, con un avanzamento progressivo sia sul fronte dello smantellamento dell’impianto sia su quello dell’adeguamento delle strutture di supporto. Nell’ultimo anno è stato completato il bypass del “sistema acqua-servizi”, mentre proseguono le operazioni nelle diverse quote dell’edificio reattore, tra le più complesse dell’intero processo di dismissione. Parallelamente, si concentrano sul deposito temporaneo ‘Ersma’ le lavorazioni più rilevanti per la gestione dei materiali: sono stati rimossi gli impianti non più necessari e le strutture presenti sulla copertura, eliminati i sistemi di drenaggio incorporati nel pavimento e installata una copertura provvisoria indispensabile per consentire la rimozione in sicurezza dei materiali contaminati ancora presenti all’interno.
Completata anche la demolizione della sala controllo esterna adiacente al deposito, che una volta ristrutturato sarà destinato allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività di dismissione. La conclusione dei lavori è prevista entro la fine del 2027, mentre la messa in esercizio del deposito è programmata nel primo semestre del 2028.
Proseguono inoltre gli interventi sul deposito Ersba1, con la demolizione della struttura esistente e la sua ricostruzione: è attualmente in corso l’installazione della struttura metallica a sostegno della copertura. Queste operazioni, insieme alla ristrutturazione del terzo deposito della centrale (Ersba2), già operativo, hanno consentito di evitare la realizzazione di nuovi depositi temporanei all’interno del sito.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre richiamato il ruolo della Radwaste Management School, il centro di formazione del Gruppo Sogin dedicato all’aggiornamento professionale e allo sviluppo di soluzioni innovative nel settore. Infine, è stato fatto il punto anche sull’iter di localizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi ed è stato ricordato l’appuntamento di Open Gate 2026, con cui Sogin aprirà al pubblico i siti nucleari in dismissione: per la centrale di Caorso (16-17 maggio) è già registrato il tutto esaurito.
L’accordo per la Media Valle del Po
La dismissione della centrale nucleare di Caorso si traduce in una concreta opportunità per il territorio piacentino: un accordo siglato tra Regione Emilia-Romagna e Sogin mette a disposizione 4 milioni di euro per la riqualificazione della Media Valle del Po, coinvolgendo 11 Comuni (da Piacenza a Caorso, da Monticelli a Villanova). Le risorse, derivanti dalle compensazioni ambientali – pari al 2% dei costi di decommissioning sostenuti finora – sono destinate a finanziare i progetti del Contratto di Fiume, con interventi su sicurezza idraulica, tutela della biodiversità e valorizzazione turistica del Po.
L’intesa, firmata lo scorso febbraio dall’amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, e dall’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, prevede inoltre un impegno diretto della Regione, che metterà a disposizione ulteriori 2 milioni di euro per integrare e rafforzare gli interventi.




