Nella mattina di ieri, lunedì 18 maggio, gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Emilia hanno tratto in arresto in flagranza di reato un uomo per tentata truffa aggravata e sostituzione di persona in concorso.

Nello specifico, i poliziotti reggiani, impiegati nell’ambito di uno servizio di contrasto al crimine diffuso, venivano avvertiti dalla Sala Operativa della Questura di Reggio Emilia di una possibile truffa in atto ai danni di una donna all’interno di una abitazione in piazza Stranieri.

In particolare, la vittima, una 60enne italiana, aveva allertato la Polizia di Stato tramite il numero di emergenza 112 segnalando di aver ricevuto una telefonata al telefono fisso dell’abitazione, e di essere ancora in linea, con un soggetto che si era presentato come il “Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri di via Adua”.

Il finto carabiniere avvertiva la donna che la macchina del marito era stata utilizzata per compiere una rapina all’interno di una non meglio precisata gioielleria di Modena e che, da li a breve, si sarebbe presentato presso la sua abitazione un presunto “perito del Tribunale” al fine di raccogliere tutto l’oro e i gioielli in possesso della vittima al fine di poter accertare se fossero provento della fantomatica rapina consumata nel modenese.

Al fine di non permettere alla donna di chiamare le forze di polizia, inoltre, la stessa riceveva un’altra telefonata al proprio telefono cellulare da parte di un altro complice che si presentava come il “Comandante dell’Arma dei Carabinieri di via Adua”, il quale ripeteva alla 60enne di consegnare tutto l’oro a sua disposizione al perito del Tribunale che stava per arrivare a casa sua.

Fortunatamente, però, la vittima si è presto resa conto del possibile tentativo di truffa in atto e, approfittando della presenza della figlia in casa, le ha fatto contattare immediatamente la Polizia di Stato mentre, con grande lucidità, manteneva le due conversazioni telefoniche con i finti appartenenti all’Arma dei Carabinieri.

Qualche minuto più tardi, così come preannunciato, si presentava presso l’abitazione in piazza Stranieri un uomo, che si qualificava come un perito del tribunale, il quale si faceva consegnare una busta dove la vittima riferiva di aver inserito tutti i gioielli e l’oro in possesso anche se, in realtà, erano presenti solo scatoline portavalori con all’interno della semplice carta.

Subito dopo aver effettuato la consegna della busta, il finto perito lasciava l’abitazione ma, proprio in quel momento, facevano ingresso i poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Emilia, che avevano seguito tutta la vicenda in diretta tramite una conversazione telefonica con la figlia della vittima, che immediatamente provvedevano a bloccare il soggetto.

Si trattava di un 66enne italiano di origini napoletane, con precedenti sempre per tali tipologie di reato, che a seguito di una perquisizione personale sul posto veniva trovato in possesso sia del sacchetto con le scatoline portavalori appena consegnatagli dalla vittima che due telefoni cellulari con cui, con uno dei due, stava intrattenendo una conversazione telefonica al momento dell’intervento degli agenti.

Sulla base di quanto sopra, il 66enne è stato tratto in arresto in flagranza di reato per tentata truffa aggravata e sostituzione di persona in concorso con altri soggetti per la cui identificazione sono ancora in corso ulteriori indagini.

La Polizia di Stato di Reggio Emilia, ancora una volta, raccomanda a tutta la cittadinanza di prestare massima attenzione a queste tipologie di truffa e di chiamare immediatamente il 112NUE, così come accaduto in questo caso, qualora ci si dovesse imbattere in queste spiacevoli situazioni.