Il sole cala sul prato del Tardini e porta con sé l’ultimo triplice fischio di questo campionato per Parma e Sassuolo. I neroverdi arrivano a questa 38ª giornata spogli di ogni ansia da risultato, forti di una salvezza conquistata con largo anticipo e di un decimo posto che certifica la bontà e la solidità del progetto targato Squinzi.

L’obiettivo di Fabio Grosso per questi ultimi 90 minuti della stagione 2025/2026 era chiaro: mettere la famosa ciliegina sulla torta, vincere per chiudere a quota 50 punti e sigillare un posizionamento saldo nella parte sinistra della classifica. Un traguardo ambizioso che, tuttavia, si è scontrato con una prestazione lontana dalla reale capacità offensiva del Sassuolo, apparso oggi meno brillante e cinico del solito.

Un Parma arrembante, Sassuolo salvato dai legni (e da Turati)
L’avvio di gara è un monologo a tinte gialloblù. Il Parma preme forte sull’acceleratore, sfiorando il vantaggio in rapida successione nei primi dieci minuti: prima Nicolussi Caviglia manda a un soffio dal palo con un mancino velenoso, poi Mikolajewski sciupa da pochi passi un’uscita imperfetta di Turati. Il Sassuolo fatica a innescare i suoi tenori offensivi, ma nel finale di frazione si sveglia all’improvviso, spinto incessantemente dai 442 tifosi neroverdi, giunti in buon numero e capaci di farsi sentire dal settore ospiti anche in quest’ultima, ininfluente, trasferta. Le occasioni più ghiotte per gli ospiti arrivano al 33′, quando il giovane Macchioni calcia sull’esterno della rete fallendo il tap-in che avrebbe coronato il suo esordio, e al 39′, con Koné che stampa un anticipo sul palo su cross di Garcia.

La fiera del gol sbagliato
La ripresa si apre con un botta e risposta che ha dell’incredibile. Al 47′ Pellegrino viene imbeccato da Nicolussi Caviglia, si ritrova solo davanti a Turati ma calcia clamorosamente alto. Neanche un minuto dopo (48′), il Sassuolo risponde con la stessa moneta: triangolo Berardi-Laurienté, l’esterno francese si ritrova un rigore in movimento ma strozza la conclusione mandando a lato. È l’emblema della giornata opaca dell’attacco neroverde, incapace di concretizzare.

La chiave tattica: i cambi decidono il match
Col passare dei minuti e la stanchezza che inizia a farsi sentire, i due allenatori pescano dalla panchina. Grosso ridisegna i suoi con un 4-4-2 inserendo Matić e Nzola, ma è la mossa di Cuesta a svoltare la partita. Al 72′ entra Almqvist e l’inerzia cambia. Lo svedese prima spaventa Turati con un mancino a giro (77′), poi all’80’ pennella dalla destra il cross perfetto: Mateo Pellegrino svetta a centro area e, stavolta, non perdona. È la rete che sblocca il centravanti dopo oltre due mesi e decide la contesa.
Nel finale c’è spazio per le emozioni individuali, come l’esordio assoluto in Serie A del portiere neroverde Zacchi, e per l’emergenza fisica: il match si chiude in dieci contro dieci per gli infortuni di Thorstvedt e Nicolussi Caviglia a cambi esauriti.

Termina 1-0. Il Parma fa festa davanti al proprio pubblico, mentre il Sassuolo archivia una stagione estremamente positiva, pur dovendo rinunciare al sogno dei 50 punti.