
Agli agenti, la vittima, un giovane di 25 anni, raccontava che mentre passeggiava su via Cairoli, era stato avvicinato da un ragazzo italiano, il quale, sotto minaccia di un coltello, lo obbligava a prelevare denaro contante dal bancomat. Non soddisfatto, dopo il primo prelievo, l’uomo, con tono minaccioso chiedeva altri soldi. Solo grazie al transito di un passante, che interveniva a difesa della vittima, il malvivente si dava alla fuga verso la Stazione centrale di Bologna, riuscendo comunque ad asportare 250 euro in contanti appena prelevati. La vittima aggiungeva di aver notato un secondo soggetto nei pressi del Bancomat, che stazionava in zona nel momento della rapina e che si dava alla fuga insieme al presunto complice.
Le indagini della Squadra Mobile si concentravano, fin da subito, sull’acquisizione delle immagini della videosorveglianza presente in zona, che permettevano di ricostruire le fasi dell’evento criminoso, facendo emergere una dinamica corrispondente a quella fornita dalla vittima, e identificare i due presunti aggressori che avevano agito a volto scoperto. Due italiani, classe 95, non residenti a Bologna, con precedenti penali per reati contro il patrimonio che nei giorni successivi alla rapina, su segnalazione della Squadra Mobile bolognese, venivano sottoposti a controlli di polizia nella provincia di Parma.
La collaborazione immediata e tempestiva tra Uffici, consentiva di acquisire importanti elementi di riscontro. In particolare, durante le attività di controllo venivano notati indosso a uno degli indagati alcuni accessori presenti anche nelle immagini della rapina, nonché particolari riguardanti i tratti somatici e/o particolari del volto dell’altro soggetto che permettevano di stabilire con certezza l’identità dei rei (uno dei due infatti veniva fermato con le stesse scarpe da ginnastica e con il borsello indossato in via Cairoli, mentre il secondo presentava un vistoso neo sul volto, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza).
Grazie agli elementi di prova raccolti dagli investigatori, poi confluiti in una informativa di reato, la locale Procura della Repubblica formulava una richiesta di misura cautelare in carcere nei confronti dei due presunti rapinatori, che veniva accolta dal Gip di Bologna il 6 giugno. Gli indagati venivano rintracciati nella città di Parma e associati presso la Casa Circondariale lì collocata, a disposizione dell’A.G. procedente.




