Home Modena Garage Ferrari: il dibattito in Consiglio Comunale

Garage Ferrari: il dibattito in Consiglio Comunale

La delibera che definisce di “prevalente interesse pubblico” l’edificio di via Trento Trieste a Modena che ospita il garage Ferrari per la funzione che svolge per la mobilità della città, è stata approvata oggi, giovedì 20 dicembre, dal Consiglio comunale di Modena. L’edificio non sarà quindi demolito e verrà destinato a parcheggio pubblico e a ospitare anche servizi complementari alla mobilità nell’ambito del Pums. Il provvedimento, presentato dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, è stato approvato con il voto della maggioranza (Pd, Articolo 1 – Mdp – Per me Modena), di Forza Italia ed Energie per l’Italia; l’astensione di Lega nord; il voto contrario del Movimento 5 Stelle e Modena bene comune.

Aprendo il dibattito, Adolfo Morandi ha concordato sul fatto che l’interesse pubblico nel mantenere la struttura “è evidente e va letto in un’ottica di miglioramento del servizio alla mobilità per chi si reca in centro. È un fatto positivo che venga assunto nel patrimonio pubblico e assurdo pensare di demolirlo, anche perché ospita attività che pagano un affitto rilevante e quindi l’Amministrazione ha anche un interesse economico a conservarlo”. Il consigliere ha poi dichiarato il voto contrario all’ordine del giorno perché “utilizzando i parcheggi del garage Ferrari come sostitutivi di quelli in strada perderemmo l’opportunità di un servizio parcheggi più efficiente”.

Mario Bussetti, per il M5s, ha definito la delibera “pesante perché ricopre una vicenda nella quale ci sono stati diversi pronunciamenti legali per la demolizione dell’edificio. Ci viene chiesto di prenderci una responsabilità molto grande perché la questione è ancora contendibile legalmente. Inoltre, da una parte c’è un vulnus di legalità conclamato e dall’altra una dichiarazione generica sul fatto che l’edificio sarà utilizzato per attività legate alla mobilità: non c’è corrispondenza tra il peso delle due cose”. Per il consigliere, inoltre, non è ben chiara la posizione dell’Amministrazione sulle responsabilità del proprietario e manca anche una precisa valutazione di costi e benefici. “Manca una visione strategica ampia che solo se tradotta concretamente giustificherebbe la copertura di un edificio abusivo”.

Per Luigia Santoro, Lega nord, la controversia sul garage Ferrari “è stata portata avanti con forzature da tante amministrazioni Pd e anche questo sindaco ha lasciato che seguisse il suo corso. Sarebbe bastato – ha affermato – eseguire la prima sentenza che eliminava l’ultimo piano. Invece si è voluto obiettare con arroganza fino ad arrivare alla richiesta di demolizione. Poi si è resistito anche a questo e oggi siamo a qui a decidere se tenerlo. Sicuramente il parcheggio, se ben utilizzato, sarà una cosa buona ma va contro i cittadini che volevano demolirlo e che avevano le loro ragioni”.

Per il Pd, Marco Forghieri ha osservato che l’Amministrazione “ha fatto di necessità virtù, ma è stata fortunata: abbiamo un edificio che insiste su un’area congestionata e avremo l’opportunità di trovare soluzioni che consentiranno di migliorare la situazione in una zona difficile”. Per liberare le strade, in modo da agevolare il trasporto pubblico e costruire ciclabili, “abbiamo la necessità – ha affermato Diego Lenzini – di costruire parcheggi o sottoterra, ma a Modena è difficile, o in edifici. Sarebbe dunque controsenso avere un parcheggio come il garage Ferrari e dire che non è di interesse pubblico. Il quadro complessivo di come utilizzarlo l’avremo con il Pums ma la decisione la dobbiamo prendere ora e anche se non sappiamo con precisione cosa potremo farne, sappiamo che senza la situazione sarebbe peggiore”.

Marco Chincarini, Modena bene comune, ha ricordato che “dopo insistenze, in commissione sono arrivati i conti su costi e benefici: a fronte di entrate dagli affitti per circa trecentomila euro all’anno, il costo per demolire l’edificio sarebbe di circa due milioni di euro, che oggi sarebbero a carico del proprietario. Ma quello che non sappiamo, visto che ci sono dei ricorsi ancora pendenti, è quanto è alto il rischio che quei due milioni ce li debba mettere l’amministrazione, nel caso in cui venga confermata la demolizione, se nel frattempo noi dichiariamo l’immobile di pubblica utilità”.

Vincenzo Walter Stella, Art.1-Mdp-Per me Modena, ha ribadito che “l’interesse pubblico in questo caso è l’agevolazione della mobilità dolce e del trasporto pubblico e la disincentivazione del trasporto privato, come abbiamo sottolineato con l’ordine del giorno”, evidenziando poi che la presa in carico della struttura “è positiva anche per gli introiti derivanti dagli affitti per attività che sono di servizio al pubblico”. Per Paolo Trande chi ha costruito quell’edificio “ha commesso un abuso grave”, ma, ha proseguito il consigliere, come accade anche con altri beni nati nell’illegalità e confiscati per essere restituiti alla società, “in questo caso ci sono tutte le condizioni perché il vulnus iniziale si possa compensare conferendo il parcheggio alla città e utilizzandolo secondo criteri di mobilità sostenibile. Non va sottovalutato l’interesse economico degli affitti ma anche in caso di abbattimento non è detto che si riesca a vedersi restituiti i soldi”.

Giuseppe Pellacani, Energie per l’Italia, ha ricordato che il Consiglio di Stato, nella sua sentenza, diceva che “demolire il garage avrebbe potuto procurare un danno grave alla città. La zona est – ha quindi spiegato – è carente di parcheggi ed è molto complessa dal punto di vista della circolazione. Abbattere un parcheggio che porta oggi quasi 400 posti è sprecare un’opportunità”. Il consigliere si è poi dichiarato perplesso sull’idea di bilanciare l’acquisizione dei nuovi parcheggi con l’eliminazione di quelli su strada: i parcheggi non sono brutti e cattivi, sono un’esigenza per i cittadini e in quella zona in particolare, anche se si potrebbero eliminare quelli che creano più problemi al traffico”.