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Medicina: fatica ed insonnia spia infarto nelle donne

Nelle donne un eccessivo senso di affaticamento e problemi di sonno sono sintomi premonitori di un
attacco cardiaco già più di un mese prima che questo si verifichi. Lo dimostrano i risultati di un’indagine pubblicata sulla rivista Circulation su 515 donne che erano state colpite da infarto e dimesse dalle strutture ospedaliere non più di
qualche mese prima dello screening.


I sintomi denunciati sono diversi da quelli comuni che colpiscono l’uomo prima di un evento coronarico, per esempio il dolore al petto.

Gli esperti, guidati da Jean McSweeney presso il College of Nursing dell’Università dell’Arkansas per le Scienze Mediche a Little Rock, hanno trovato che il 95% delle donne dice di aver avvertito delle situazioni fisiche nuove prima dell’infarto, scomparse poi subito dopo. Tra queste situazioni nuove figurava senso di affaticamento per il 70% di loro, debolezza per il 55%, disturbi del sonno per il 48%, fiato corto per il 42%, problemi di digestione, sudore freddo e vertigini per il 39% ed ansia per il 35%. Tutti questi sintomi o erano completamente nuovi per le donne oppure ne avevano sofferto con maggiore intensità o frequenza per il mese precedente all’attacco. Tutto tornava esattamente alla normalità dopo l’evento. Solo il 30% delle intervistate, ha precisato McSweeney, aveva manifestato dolore toracico in concomitanza o prima dell’evento.
Ciò significa, ha aggiunto l’esperto, che a differenza degli uomini nelle donne questo sintomo ha frequenza minoritaria e gli specialisti non dovrebbero riferirsi ad esso quando fanno una
diagnosi su una donna.

Sia le donne che il personale medico dunque andrebbero formate a riconoscere i sintomi più di frequente lamentati dal
gentil sesso, soprattutto se le interessate hanno dei fattori di rischio cardiovascolari come la pressione alta, il colesterolo elevato, l’abitudine al fumo, il sovrappeso.

Gli esperti credono che questi sintomi premonitori femminili potrebbero diventare un ottimo rimedio preventivo contro
l’infarto, o quantomeno potrebbero aiutare i medici a ritardare e contenere la gravità dell’evento qualora questo si verificasse.