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Nuovo look per quattro chiese modenesi

Lavori di recupero al Tempio, San Biagio e Sant’Agostino. Già ultimato l’intervento in San Barnaba.


Nelle prossime settimane non stupitevi se passando in Piazzale Natale Bruni, a fianco del Tempio Monumentale, alzando lo sguardo vedrete operai al lavoro ad 80 metri di altezza impegnati nel completamento della seconda trance di lavori che riguardano la chiesa eretta negli anni 20 per ricordare i Caduti in guerra. Nell’arco di quattro mesi saranno recuperate la cupola centrale, i quattro torrini laterali, le vetrate e le porte laterali. Il tutto per un investimento di 350 mila euro a cui vanno aggiunti 170 mila euro messi a disposizione delle ditta austriaca che fornirà le scandole della copertura.

Ma gli interventi di recupero delle chiese di proprietà comunale seguono un preciso calendario. San Barnaba, grazie al finanziamento di un milione 32 mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è stata sottoposta ad importanti lavori di consolidamento, risanamento, restauro architettonico e artistico. In San Biagio all’inizio del prossimo anno inizieranno lavori opere di riparazione, prevenzione per eventuali sismi, consolidamento statico e miglioramento della struttura. I tecnici adotteranno tecniche e materiali innovativi come le fibre di carbonio, in sostituzione dell’acciaio, che saranno utilizzate sulle volte, sulle cupole, sulle pareti laterali e nelle fondazioni sul lato verso il chiostro. Sarà completamente restaurata anche la facciata con la definizione del nuovo colore. Durante l’apertura del cantiere la chiesa rimarrà parzialmente aperta al culto. Per questo intervento sono previsti investimenti per 800 mila euro di cui 400 mila provenienti dalla Regione Emilia Romagna.

Il prossimo anno inizieranno i lavori di recupero del tetto della canonica di Sant’Agostino che è particolarmento degradato ma che offre particolari di pregio del 600. I lavori avranno una durata di circa cinque mesi. Sarà scoperchiata la superficie di 250 metri quadrati: coppi e pianelle sottostanti saranno lavati, spazzolati e ripristinati, mentre le parti rotte saranno sostituite con pezzi vecchi. Per questo intervento, già approvato dalla Soprintendenza, sono previsti circa quattro mesi di lavori.