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Indagine Federconsumatori su servizio idrico e RSU

Da una indagine dell’Osservatorio Nazionale Tariffe e Servizi di Federconsumatori per conto di IntesaConsumatori, si riassumono i dati relativi agli aumenti delle tariffe per l’erogazione del servizio idrico e per l’RSU (rifiuti solidi urbani).

Tali rincari portano le Associazioni dei consumatori a fare delle proposte precise.

Per l’acqua Codacons chiede di:
-realizzare in tutto il territorio nazionale il servizio idrico integrato;
-rendere disponibili per gli utenti, da parte degli ATO e dei gestori, dati e informazioni disaggregati per Comune per una maggiore trasparenza e leggibilità dei dati forniti;
-determinare parametri omogenei per valutare la qualità del servizio reso all’utente in termini di efficienza, efficacia ed economicità;
-uniformare i livelli dei servizi idrici ed il sistema tariffario (attualmente una giungla);

-arrivare ad un sistema tariffario e di gestione capace di garantire ed equilibrare i costi di gestione e di assicurare i necessari investimenti per un servizio di sempre maggiore qualità con la definizione di priorità sugli investimenti in particolare per ridurre le perdite in rete anche attraverso l’estensione del telecontrollo;
-intervenire sulla rete per ammodernare, monitorare e sottoporre a costante manutenzione le strutture del servizio idrico compreso la rete fognaria e il servizio depurazione;

-per rendere sostenibile i piani di investimento per le famiglie meno abbienti è necessario applicare le agevolazioni tariffarie previste dalla legge 36/94 (art 13 comma5) “per i consumi di base nonché per i consumi di determinate categorie (fasce sociali deboli) secondo prefissati scaglioni di reddito”

-in tal senso è necessaria la tariffa sociale per le famiglie numerose e quelle in difficoltà economiche con l’introduzione del regolamento ISEE stabilendo inoltre forme di controllo certe ed eque;
-Nella definizione dei piani tariffari d’ambito con la adozione del metodo normalizzato (per le tariffe) si chiede maggiore gradualità nella sua applicazione stante il forte impatto di aumenti che si avranno nell’attuale contesto sociale dove sempre più sono le famiglie che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese e se sommiamo questi agli altri aumenti di servizi indispensabili come il gas metano, l’energia elettrica, la tassa/tariffa rifiuti ed altri tributi o balzelli è più evidente che si pone un problema di sostenibilità tariffaria;

-stipulare contratti di erogazione del servizio definiti dall’ATO (previsti dalla legge regionale attuativa della legge 36/94) che devono prevedere alcuni punti importanti:
1) la promozione di una cultura fra gli utenti sul risparmio e sulla qualità della risorsa idrica attraverso campagne informative coinvolgendo anche le associazioni dei consumatori e le organizzazioni sociali;
2) un corretto utilizzo a seconda degli usi da parte degli utenti; a tal proposito non ci stanchiamo di chiedere che nella costruzione di nuove case ed edifici si creino impianti di acqua non potabile per gli usi non strettamente correlati all’alimentazione e si tenga conto di ciò nei regolamenti delle Commissioni edilizie;

3) il superamento del “minimo impegnato” in tempi certi e brevi lì dove ancora è previsto modificando il contratto o il regolamento di fornitura del servizio idrico ed introducendo agevolazioni per la messa in opera dei contatori per singola unità abitativa laddove non ci sono;
4) valorizzazione dei comitati consultivi degli utenti e delle parti sociali per un confronto sempre più produttivo a tutela di tutti e lo sviluppo di “nuove relazioni” con gli utenti e le loro rappresentanze.

Per i rifiuti viene richiesto di:

-Rilanciare l’impegno nell’attivazione ed adeguamento del D.L. 22/97 da parte del Governo e Parlamento;
-Le leggi regionali ed i piani provinciali devono prevedere il superamento dell’eccessiva frammentazione gestionale nell’erogazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, prevedendo incentivi e sostegni per i comuni che si aggregano;
-I gestori dei servizi a loro volta devono accelerare i processi di razionalizzazione, accorpamento e aziendalizzazione per raggiungere dimensioni ottimali e sviluppare economie di scala con gli indispensabili investimenti per ridurre l’impatto ambientale e fornire un servizio migliore e “vicino” ai cittadini;
-Rilanciare l’impegno per obiettivi per la raccolta differenziata: l’aumento del 2,9% all’anno è troppo scarso;

-Rilanciare l’impegno per il passaggio dalla tassa a tariffa; passaggio che dovrà avvenire in maniera graduale, compensandolo con una riduzione delle finalità generali su altri capitoli di bilancio; inoltre il passaggio da tassa a tariffa dovrà privilegiare il contenimento della produzione di rifiuti e le forme di smaltimento a basso impatto ambientale, riconoscendo sconti sostanziali ai cittadini impegnati e responsabilizzati nella raccolta differenziata e nella raccolta della frazione organica;
-Sostenere con determinazione e flessibilità tutte le sperimentazioni che si propongono nell’ambito del passaggio da TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani) a tariffa, con parametri di riferimento che, abbandonando quello basato sull’uso e sulla metratura dell’immobile, passino ad un parametro (come previsto dal D.L. n° 22/97) legato alla quantità di rifiuti prodotti, alla composizione del nucleo familiare e, aggiungeremmo, che risulti maggiormente legato al reddito familiare ed alla vera qualità di gestione del servizio e collaborazione dei cittadini (quantitativo di RSU pro-capite e livello di qualità della RD). Ovviamente una maggiore attenzione nei regolamenti attuativi dovrà essere rivolta alle famiglie con situazioni particolari: anziani soli, famiglie numerose a basso reddito o con handicap e situazioni socio-sanitarie più disagiate;
-Costituire i Comitati Consultivi degli utenti, di pari passo con la definizione dei Piani Territoriali, laddove previsti, e prevederli laddove non vi siano; Attivare tavoli permanenti di concertazione con le Istituzioni locali, le Aziende che gestiscono servizi, le Associazioni dei consumatori, le Organizzazioni Sindacali ed economiche, affinché si valutino ed affrontino i problemi, verificandone le ricadute ed assumendone le iniziative conseguenti.