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In Emilia-Romagna nessun caso di influenza aviaria da virus H5N1

Il sistema di sorveglianza e prevenzione, già collaudato da anni, è stato comunque ulteriormente rafforzato ed i Servizi sono pienamente attrezzati per gestire eventuali segnalazioni e situazioni di emergenza. L’allerta, come da indicazioni del Ministero della salute, è limitata ai volatili selvatici, in particolare agli uccelli selvatici acquatici (anatre, oche, cigni, trampolieri, gabbiani), poiché è in animali di queste specie che sono stati verificati casi di infezione da H5N1 (cigni in Puglia, Calabria, Sicilia).


I Servizi veterinari delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna sono pronti ad intervenire anche su segnalazione dei cittadini quando queste riguardano le specie selvatiche acquatiche, non rappresentando un rischio i piccioni o altri piccoli uccelli che vivono in ambiente urbano (merli, passeri).

E’ bene ribadire che il virus H5N1 non è presente in alcun allevamento di pollame. Polli e uova destinati al consumo alimentare sono sicuri: non solo non c’è stato alcun caso di infezione né in Emilia-Romagna né in Italia, ma gli allevamenti sono sottoposti da anni a rigorosi e frequenti controlli veterinari sugli animali vivi e macellati.
E’ inoltre da ricordare che l’influenza aviaria è una malattia dei volatili ed i casi umani hanno riguardato solo persone che vivevano a strettissimo contatto con gli animali (nel sud-est asiatico e in Turchia).

Tuttavia, la Regione, con il contributo della Protezione civile regionale e il coinvolgimento di Hera e di Enia (in via di perfezionamento), ha comunque in corso l’aggiornamento dei propri piani di intervento già esistenti per l’influenza aviaria, in considerazione della peculiarità e dell’ “aggressività” del virus H5N1. Si stanno quindi mettendo a punto nuove procedure da attivare nel caso in cui si dovessero verificare episodi di influenza aviaria da H5N1 in allevamenti di pollame, procedure che prevedono l’utilizzo esclusivo di personale appositamente addestrato.
Nei prossimi giorni, i Piani operativi saranno trasmessi ai sindaci, ai presidenti delle Province, alle associazioni di categoria del settore avicolo e alle organizzazioni professionali agricole.

A livello regionale saranno coordinati dalla Unità di crisi per le emergenze epidemiche veterinarie, già operante, che si affiancherà al Coordinamento costituito da Regione, Enti locali, Protezione civile, Autorità sanitarie, Università e mondo produttivo per la consultazione e la definizione di proposte a tutela della sicurezza delle produzioni alimentari e del patrimonio zootecnico regionale.