Sgominate dalla Guardia di Finanza
del Nucleo Provinciale Polizia Tributaria di Bologna, due organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In
manette sono finite 25 persone mentre altre 42 sono state denunciate.

L’operazione è iniziata il 24 giugno del 2004 con la cattura, a Calderara di Reno di A.L., marocchino di 39 anni, che a bordo della sua auto aveva nascosto 55 chilogrammi di hashish. Insieme a lui c’erano altri due uomini che riuscirono a fuggire su due auto di grossa cilindrata.



Dopo qualche mese A.L. decise di collaborare con gli inquirenti, rivelando l’esistenza di un’organizzazione ramificata in Lombardia ed Emilia-Romagna, nata per importare in Italia hashish dal Marocco e cocaina purissima dalla Colombia via Olanda. Gli stupefacenti che arrivavano in Italia nascosti in tir, autovetture e pullman di linea, venivano poi smistati grazie a una vasta rete di spacciatori, coordinati in un call center milanese utilizzato per mettere in contatti i fornitori con i singoli pusher.



A.L. faceva però il doppio gioco, e mentre collaborava con gli inquirenti per incastrare i suoi fornitori, con cui aveva un debito di 150 mila euro, una volta ottenuti gli arresti domiciliari era riuscito a mettere in piedi una seconda organizzazione con base a Bologna che, attraverso la Spagna, portava sotto le due torri hashish che veniva smistato nella zone calde dello spaccio a Bologna: stazione, Piazza Verdi e San Donato.



L’operazione, condotta da 80 militari delle fiamme gialle coordinati dal pm della Dda bolognese Lucia Musti, ha portato al sequestro di 350 kg di hashish e 5kg di cocaina, per un valore complessivo di quasi 3 milioni di euro. I proventi della droga venivano poi reinvestiti in Marocco, con l’acquisto di bar, centri commerciali e ville di lusso.