Carpi: lavori urgenti alla Torre campanaria della Sagra






    A seguito di un’indagine tecnica svolta nei giorni scorsi, sulla Torre campanaria della Pieve di S.Maria in Castello (dai più chiamata chiesa della Sagra) è emerso uno stato conservativo in forte degrado, che ne compromette sempre più ed in modo irreversibile tanto la conservazione, quanto la sicurezza strutturale.

    A fronte di questa precaria situazione di conservazione e di sicurezza per l’edificio si rendono necessari importanti interventi di consolidamento strutturale e una manutenzione straordinaria urgente. Per motivi di sicurezza si è già provveduto a transennare l’area ai piedi della torre alle spalle della stessa e una piccola porzione del piazzale Re Astolfo prospiciente l’edificio alla base del lato sud: il cancello che porta ai Giardini della Pretura rimane inoltre chiuso al passaggio.

    Il Comune, in accordo con la Curia arcivescovile, ha previsto di fare iniziare subito dopo le festività i lavori: la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ha dal canto suo destinato i 300 mila euro necessari per dare corso ai progetti di recupero dell’edificio, che verranno diretti dagli uffici comunali e si concretizzeranno con un primo intervento di somma urgenza nei mesi di gennaio e febbraio e con un secondo che avrà luogo nel corso del 2008. “La sollecitudine con cui la Fondazione è intervenuta – sottolineano il Sindaco Enrico Campedelli e il Vescovo monsignor Elio Tinti – è la dimostrazione di quanto questa istituzione sia vicina alla città quando è necessario salvaguardare edifici storici: la Sagra è peraltro il più antico luogo di culto di Carpi e assieme alla sua Torre campanaria è uno dei simboli della nostra comunità”.

    La Pieve di S.Maria in Castello è stata fondata nell’ottavo secolo, ricostruita per iniziativa di Matilde di Canossa all’inizio del 1100 dopo un incendio e ridotta alle attuali dimensioni nel 1515 da Alberto III Pio. Tra il 1217 e il 1221 venne affiancata da una Torre campanaria: alta circa 47 metri la Torre è visitabile solo in alcune occasioni grazie alla collaborazione di volontari e il suo vertice si raggiunge percorrendo una stretta scalinata.









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