Dal 6 al 30 maggio il Teatro Storchi e il Teatro delle Passioni sono letteralmente presi d’assalto dalla quindicesima edizione di Teatro di classe, la rassegna che vuole come protagonisti i ragazzi delle scuole superiori di Modena e provincia (con una sola eccezione per la Scuola Media Cavour).

Non solo primi attori in scena, ma spesso autori e registi, vivono il teatro come un percorso che comprende un lungo lavoro di allestimento, prove e scrittura che approda come un premio e una magia sul palcoscenico di un teatro per provare l’emozione di essere illuminati dalle luci della ribalta. Misurarsi con la scena implica un cammino per gestire la propria emotività, la chiarezza comunicativa, l’interazione con il gruppo con il quale si condivide quest’esperienza: con il regista, drammaturgo, costumista e tutti coloro che con mettono le proprie abilità al servizio della realizzazione di un allestimento.

Per alcune scuole gli studi del mattino diventano fecondi spunti da rielaborare creativamente, come nel caso del Liceo Scientifico Statale A. Tassoni che partendo dal fenomeno della rifrazione come momento di studio e fascinazione per filosofi, scienziati e intellettuali, arriva al testo di Lewis Caroll Alice attraverso lo specchio interpretandolo liberamente grazie all’originale regia di Santo Marino.

Undici gli istituti coinvolti che diventano per l’occasione “compagnie” che nei testi classici leggono se stessi, senza farsi spaventare troppo dalla sacralità degli autori consegnati alla storia del teatro. Sono cinque i gruppi che quest’anno si cimentano con una scrittura originale per parlare di loro e della adolescenza come passaggio tra un “non più” e un “non ancora”.

Altri invece si cimentano nell’ardita recita in lingua, come accade per la Scuola Secondaria Cavour che approfitta di un classico come Romeo e Giulietta per una rivisitazione in francese sottoforma di Musical, o come l’Itas Selmi che con Der Baron Von Münchausen alterna con grande spontaneità le battute in italiano a quelle in tedesco. Ci sono ragazzi che si impegnano nella scrittura di testi originali per dipingere uno stato d’animo che li appartiene o semplicemente per illuminare un argomento a loro caro e c’è chi invece nella rilettura dei classici inserisce qualcosa di proprio, un cenno contemporaneo estraneo al testo, segno d’originalità. Al Teatro di classe si affianca la consueta rassegna di teatro in lingua inglese, A taste of theatre, giunta oramai alla sua sesta edizione che viene ospitata in tre teatri della città: il Teatro dei Segni, il Teatro Sacro Cuore e il Teatro Michelangelo dal 15 maggio all’8 giugno.

Sono 3000 i ragazzi spettatori che oltre a calcare le scene imparano lo sguardo che il teatro necessita, per questo si è ideata una formula di abbonamento a €3 in modo che i ragazzi abbiano la possibilità di vedere tutti gli spettacoli della rassegna. L’ingresso agli spettacoli per i non abbonati costa €7, prezzo che è rimasto invariato da 5 anni.

Il primo appuntamento al Teatro Storchi è domani – martedì 6 maggio (ore 21) – con il gruppo teatrale Ultima Fermata dell’Istituto Fermi che portano in scena Liberamente Tratto per la regia di Ivan Andreoli e Milena Nicolini e l’adattamento di Milena Nicolini. Il testo è il frutto di una loro ricerca, curioso esempio di teatro nel teatro: un gruppo di attori sta provando uno spettacolo a poche ore dal debutto. Ma nulla è pronto per andare in scena: gli attori non sanno di preciso cosa reciteranno, l’autore e regista è combattuto tra una fidanzata, figlia del produttore, e un’attrice che lo incanta pur non essendo particolarmente talentuosa; la scenografa ancora non ha disegnato i bozzetti di scena in cerca ancora della vera ispirazione. Il pubblico viene coinvolto in questa preparazione vorticosa, ricca di imprevisti e dal finale incerto. Un’occasione lieve e sorridente per riflettere anche sul teatro.
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