Nella serata di martedì ad Argenta, nel ferrarese, i militari della stazione di Nonantola hanno tratto in arresto D.G., 19enne, originario di Maddaloni (CE), da alcuni anni residente in Nonantola, in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dall’ufficio del gip del Tribunale di Modena, poichè ritenuto responsabile di “rapina impropria, furto con strappo continuato e ricettazione”.
L’autorità giudiziaria (Gip dott.Meriggi) concordando pienamente con le risultanze investigative prodotte dal Pm dott.ssa Natalini e dalla stazione carabinieri di Nonantola che ha condotto le indagini, ha risconosciuto l’arrestato responsabile di ben 9 episodi delittuosi:
furto con destrezza in danno di T.P., 81enne;
urto con strappo in danno di D.D., 51enne;
furto con strappo in danno di V.G., 68enne;
tentato furto strappo in danno di Z.B.. 88enne;
tentato furto strappo in danno di S.G., 84enne;
furto con strappo in danno di S.A., 63enne;
furto con strappo in danno di C.G. 52enne;
furto di bicicletta in danno di L.I., 57enne e rapina impropria in danno di B.I., 68enne.
Il giovane è stato localizzato e tratto in arresto ad Argenta presso l’abitazione della zia materna dove, da qualche giorno, si era trasferito per motivi di lavoro. Espletate le formalità rito, D.G. è stato tradotto presso la propria abitazione a Nonantola, in applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità mandante.
La misura cautelare emessa dall’Autorità, ha rigurdato una serie di episodi delittuosi commessi dal giovane da marzo a maggio 2008 nel comune di Nonantola in danno di donne anziane e di mezza età.
Il modus operandi di D.G.. era sempre il medesimo: il reo attenzionava le sue vittime che a bordo di bicicletta transitavano in zone poco illuminate di Nonantola e, con mossa fulminea, strappava loro la borsa; poi fuggiva a bordo della propria autovettura, una Fiat Punto bleu, fiducioso che le anziane donne non avrebbero potuto riconoscere i numeri di targa, agevolato anche dell’orario di scarsa visibilità in cui colpiva.
Infatti gli inquirenti, nelle varie denunce raccolte, hanno riscontrato la presenza della stessa utilitaria di colore bleu in tutti gli episodi criminosi e hanno quindi predisposto numerosi servizi di appostamento finalizzati all’identificazione dell’uomo. Anche le descrizioni fisiche corrispondevano all’arrestato.
In due episodi criminosi, però, le vittime sono riuscite con certezza ad annotare i numeri di targa della Fiat Punto. Si è risaliti così all’intestatario, D.G., successivamente riconosciuto da tutte le vittime. Inoltre in uno degli scippi commessi, i militari hanno contattato il numero di cellulare della vittima asportato dall’arrestato, e fingendosi parenti della scippata, hanno cercato di ottenere la restituzione del telefono. In quella circostanza gli operanti hanno riconosciuto senza dubbio la voce di D.G., nota poichè loro vecchia conoscenza.
Gli innumerevoli indizi e le prove raccolte, hanno consentito l’emissione del provvedimento e di porre fine all’attività delinquenziale.



