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Da sabato il primo orto urbano nella scuola d’infanzia ‘8 Marzo’ di Reggio

Sabato 4 aprile, nel cortile della scuola dell’infanzia ‘8 Marzo’, in via Tarassov 19 (nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco), si concluderà “Fragole e carote. Come coltivare un orto in città”, iniziativa che, nell’ambito di ‘Cantieri infanzia città’, ha offerto a 30 mamme, papà, nonne e nonni di nidi e scuole d’infanzia di Reggio Emilia l’opportunità di imparare a coltivare un piccolo orto urbano.

Nei cinque incontri, condotti dal vivaista Tino Sorino, i partecipanti hanno appreso i segreti per attivare, a casa o nel cortile delle scuole, una piccola area coltivabile ad orto e diventare pertanto dei ‘contadini di città’.

Sabato mattina, dalle ore 9.30 alle 11.30, genitori, nonni e bambini daranno vita alla semina e alla piantumazione di ortaggi, frutta e verdura. Da quel momento l’Orto urbano della scuola 8 Marzo avrà il compito di avvicinare bambini e insegnanti al fascino della coltivazione e al valore di un nuovo legame con la terra e i suoi frutti.

Cosa sono i ‘Cantieri infanzia città’
I ‘Cantieri infanzia città’ sono percorsi formativi e aggregativi rivolti prioritariamente, ma non solo, ai genitori dei servizi educativi e scolastici reggiani.
Essi si configurano come veri e propri luoghi di costruzione e di scambio in cui si creano opportunità di crescita personale e in cui si attivano occasioni concrete di socialità; sono, a tutti gli effetti, un Progetto di partecipazione civile che cerca di promuovere una diffusa creatività sociale ed un articolato protagonismo diretto delle persone.
In questa ottica, nei mesi scorsi si sono svolti percorsi formativi per l’acquisizione di competenze in ordine al narrare, cucinare, coltivare, costruire, suonare, riciclare.
Per il mese di aprile 2009 viene proposto un Cantiere Infanzia Città per lo sviluppo di possibili forme di mutuo aiuto tra famiglie. Già all’inizio del secolo scorso attorno alle scuole municipali della città si attivarono modalità di cooperazione solidale tra genitori ed insegnanti che furono precursori di successive e più diffuse esperienze popolari: mutualità scolastica per maestri, patronato scolastico per l’assistenza ai meno abbienti, cooperativa di genitori Pro-schola per gli acquisti collettivi di materiale di studio (libri, quaderni, cancelleria…)
Anche ora, pur in un diverso contesto storico, è opportuno riscoprire e rilanciare il valore etico e culturale di pratiche di solidarietà e responsabilità emergenti nelle giovani generazioni: acquisti condivisi, riduzione dei costi, consumi ecosostenibili, stili di vita più frugali, rispetto dell’ambiente, protezione della biodiversità, reciprocità e scambio, rapporto diretto tra produttori e consumatori.