
Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre spiega: “le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali della Puglia, della Campania e dell’Abruzzo. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione”.
Secondo l’analisi della Cgia, a vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari sono le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nella provincia di Olbia-Tempio (3.259,5 euro), di Medio Campidano (3.053,9), di Ogliastra (2.950,9) e, infine, di Carbonia-Iglesias (2.867,9).
Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il primo gennaio 2002 (data dell’introduzione dell’euro) e il 31 dicembre 2008, invece, appartiene alla provincia di Chieti che in questi sei anni è stata del +117,85%. Segue Piacenza con un aumento del 117,01%, Reggio Emilia con +115,76%, Caserta con +115,53% e Napoli con +110,78%. Chiude la classifica Bolzano con il +42,76% e Potenza con +39,37%. Sempre in questo periodo la crescita media dell’indebitamento delle famiglie italiane è stata dell’81,28%.




