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Modena-Lucca: Confcooperative rilancia proposta

DE VINCO GAETANO 4Anche Confcooperative Modena “spinge” per l’autostrada Modena-Lucca, sulla quale l’altro giorno si è pronunciato favorevolmente il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. «Premesso che ha ragione il presidente della Provincia, Sabattini, a rivendicare il rispetto degli impegni presi sulla bretella Campogalliano-Sassuolo, anche noi della cooperazione stiamo ragionando su come rendere attuale l’idea di prolungare l’autostrada del Brennero fino a Lucca per unire il Centro e Nord Europa con il Tirreno – conferma il presidente di Confcooperative Modena, Gaetano De Vinco – La nostra proposta si basa sulla convinzione che l’area vasta rappresentata dalle due province di Modena e Reggio debba pensare in grande. In questa ottica il futuro scalo merci di Marzaglia non dovrebbe avere il ruolo di semplice piattaforma logistica a servizio delle imprese modenesi e reggiane, ma quello di collegamento tra l’A22 e i porti del Tirreno, a cominciare da quello di Livorno». Come si ricorderà, è stata costituita nei mesi scorsi la Tie (Trasporti intermodali Emilia) con lo scopo di sviluppare e organizzare lo scalo merci di Marzaglia. Per De Vinco se questo progetto, sicuramente valido, avesse un respiro più ampio, potrebbe produrre ricadute positive per tutto il territorio modenese, non solo per i soggetti economici oggi direttamente interessati.

«Lo scalo merci sarebbe uno straordinario volano se, – spiega il leader dei cooperatori “bianchi” – grazie alla nuova autostrada Brennero-Modena-Lucca fosse la piattaforma logistica al servizio delle merci dirette dal Centro e Nord Europa al Mediterraneo e viceversa. Ne gioverebbero anche le nostre eccellenze agroalimentari, che potrebbero raggiungere più rapidamente i mercati mondiali. Attenzione, però: – precisa De Vinco – quando parlo di strade non mi riferisco solo a quelle di asfalto, ma alla necessità di dotarsi di ferrovie, reti informatiche, connessioni energetiche. Insomma, a tutto ciò che serve oggi a un’economia manifatturiera e – conclude il presidente di Confcooperative Modena – a riportare la nostra provincia al centro delle politiche di sviluppo del Centro e Nord Italia».