Legambiente Emilia Romagna interviene sul caso del bosco di Lido degli Estensi






    ambienteLegambiente Emilia Romagna prende posizione con una nota sulla ennesima cementificazione che minaccia i Lidi di Comacchio. “Ancora una volta – reca la nota – i cittadini di Comacchio e dei Lidi (residenti, proprietari di case per le vacanze e operatori turistici) sono costretti ad intervenire per scongiurare l’ennesimo scempio delle bellezze naturali residue. In questo caso 3500 persone si sono mobilitate esprimendo la volontà di salvare una pineta (vero e proprio patrimonio comune) destinata da un piano regolatore scellerato ad una nuova cementificazione. La nostra organizzazione locale e la parrocchia di S. Paolo di Lido degli Estensi hanno raccolto l’appello dei cittadini a salvare gli alberi e le bellezze rimaste, sottolineando l’importanza del legame con la terra e la necessità della collaborazione di tutti gli uomini per la costruzione di un mondo più umano. Della questione sono stati investiti il consiglio comunale, l’amministrazione provinciale, le forze politiche e sociali. Da tutti viene riconosciuta la validità della posizione espressa dai cittadini ma non si è ancora trovato il modo di scongiurare una scelta che minaccia la bellezza dei luoghi (e quindi la vivibilità), ma anche prospettive economiche basate sull’attrattiva turistica sempre più legata alla sopravvivenza di elementi di naturalità e convivialità. La posta in gioco è quindi molto importante e fondamentale anche per tutelare il tessuto democratico e le istituzioni. L’invito che arriva dagli ambientalisti – continua la nota di Legambiente – si unisce a della comunità della parrocchia di S. Paolo che mette in guardia tutti dal pericolo che, anche in questo caso, si faccia ricorso al rimpallo delle responsabilità per non assumersi responsabilità.. Sono vicende come queste che causano nei cittadini la perdita di fiducia nelle istituzioni, il rifiuto delle proprie responsabilità e la degradazione della vita democratica. Legambiente Emilia Romagna ritiene che di fronte ad una scelta che nessuno pare condividere e che danneggia gravemente la comunità locale e le sue prospettive di futuro, sia necessario che le istituzioni sulle quali grava la responsabilità delle decisioni (e cioè, comune, provincia e regione) non si nascondano dietro i cavilli legali e imbocchino la strada della responsabilità collegiale assumendo iniziative urgenti idonee a evitare questo ennesimo scempio”.









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