
Rabboni ha ricordato che nel 2009 la Regione Emilia-Romagna ha stanziato complessivamente per la ricerca, l’assistenza tecnica e la formazione quasi 22 milioni di euro, circa il 40% in più dell’anno precedente. “Un investimento forte – ha sottolineato – deciso nella consapevolezza che il futuro della nostra agricoltura si giocherà sempre più sul fronte della qualità e dell’innovazione”.
Il nuovo accordo prevede diverse linee di ricerca. In prima fila, i cosiddetti alimenti funzionali, cibi cioè che, al di là delle loro caratteristiche nutrizionali, “fanno bene alla salute” perché possono svolgere un’efficace azione preventiva di determinate patologie, ma, anche, studi e progetti per migliorare la resa, la resistenza e la qualità delle principali colture, cerealicole in particolare e – novità di quest’anno – la collaborazione con il progetto AGER che vede impegnate ben 13 Fondazione bancarie, tra cui la stessa Carisbo, per finanziare ricerche nei settori ortofrutticolo, cerealicolo, zootecnico e vitivinicolo.
Dal 2004 a oggi la collaborazione tra Regione e Carisbo ha messo in campo risorse per 2,7 milioni di euro (di cui 1 milione 50 mila euro dalla Regione, 1 milione 500 mila dalla Fondazione e il resto da altri soggetti) che hanno permesso di sostenere 10 progetti. Diversi gli enti di ricerca impegnati. Oltre alla Produttori Sementi di Bologna, ente strumentale della stessa Fondazione, anche l’Università di Bologna, prestigiosi centri di ricerca stranieri, come il Cimmyt di Città del Messico e aziende leader come la Barilla.




