
“Una situazione – commenta la Cia – che sta causando espulsioni di imprese zootecniche dal settore agricolo con pesanti ricadute sul piano occupazionale e sociale”.
La Cia, che ha partecipato all’incontro, ha condiviso e sostenuto con la propria azione le proposte illustrate per aggregare l’offerta di Parmigiano “e per dare concretezza a tale percorso – osserva – occorre costruire unitariamente una forte azione di stimolo e sostegno al progetto ed al percorso tra produttori di latte soci dei caseifici (che già in due occasioni si sono riuniti spontaneamente a Parma e Reggio Emilia). Bisognapartire tuttavia da obiettivi minimi concretizzabili a breve termine -conclude la nota della Cia modenese – attraverso un patto tra caseifici su qualità e livelli base in rapporto a costi e prezzo del Parmigiano per giungere poi rapidamente e condivisione ad una vera e propria aggregazione commerciale al fine di valorizzare meglio sul mercato il prodotto con benefici economici per l’impresa agricola”.




