
“Non so se la ragazza è residente a Modena – prosegue Pighi – ma comunque la rete dei nostri servizi si estende su tutto il territorio provinciale e di conseguenza è possibile assisterla su più fronti, da quello della tutela personale fino al percorso legale. Credo anche – sottolinea Pighi – che quanto avvenuto, la decisione di ribellarsi e di denunciare i fatti, sia frutto anche del processo di integrazione che questa giovane donna ha potuto attraversare vivendo e crescendo nella nostra realtà. Proprio la piena consapevolezza di sé e dei suoi diritti le hanno consentito di reagire con la giusta misura e determinazione ad una situazione odiosa. La strada dell’integrazione è sempre la più difficile da seguire, la più complessa da delineare, ma è anche la sola -conclude il Sindaco di Modena- che alla lunga garantisce risultati effettivi. Abbiamo bisogno di proseguire con ancora maggiore decisione”.
“Sempre più spesso quando incontro donne provenienti da altre culture e da altri paesi – aggiunge Caterina Liotti, Presidente del Consiglio Comunale di Modena – mi rendo conto che siamo molto più simili di quello solitamente si potrebbe credere: più che le differenze di origini e di abitudini sento che ci unisce il fatto di essere donne. Di fronte ad episodi e situazioni come quelli riportati oggi dalla stampa, occorre affermare con forza la necessità di difendere i diritti: integrazione e multiculturalità, infatti, diventano concetti più forti e credibili se, appunto, significano anche allargare la sfera dei diritti delle donne”.


