
La scena è riempita da una scatola di stoffa nera con dei tagli laterali dai quali passano i corpi e gli oggetti, ci sono quattro attori che costruiscono una composizione di azioni enigmaticamente elementari: percorrono geometricamente lo spazio, scompaiono e ricompaiono attraversi i tagli, portando in scena piccole suppellettili, un aspirapolvere, dei salvadanai. Non c’è un filo conduttore: spetta allo spettatore, collegando impressioni sparse, costruire un filo conduttore che porta ad una riflessione sul sentimento della fine. Un lavoro intelligente e ironico, con gag divertenti e istanti raggelanti.
Com’è ormai prassi per la stagione solierese di Arti Vive Habitat, nei giorni successivi alla rappresentazione, da venerdì 16 a domenica 18 aprile, la compagnia fiorentina condurrà un laboratorio aperto a tutti, sempre sul palco del Cinema Teatro Italia.
Per informazioni e iscrizioni: 059.859665 – Arti Vive Habitat.



