
Il dibattito vuole aprire una riflessione pubblica sul vuoto democratico che si è verificato durante le giornate del G8 di Genova del 2001 e sviluppare una analisi politica sulla violenta repressione che si abbattè sul movimento per un altro mondo possibile che in quegli anni stava nascendo.
Nelle scorse settimane abbiamo avuto due importanti sentenze di condanna in appello per 25 poliziotti ritenuti responsabili delle gravi violenze accadute alla scuola Diaz, nonché la condanna per istigazione alla falsa testimonianza all’ex capo della polizia Gianni de Gennaro.
La riflessione politica partirà proprio da queste sentenze, che altro non sono che una verità storica che tutti conoscono ma che il Governo si rifiuta di considerare non sospendendo dalle loro funzioni di alti dirigenti dello Stato chi si è macchiato di reati così gravi.
Ma l’analisi di quelle giornate non può limitarsi solo agli aspetti giudiziari, deve indagare l’utilizzo politico della repressione per fermare i movimenti pacifisti e alternativi. Un’analisi necessaria perchè a Genova non furono violate solo le persone, ma anche le leggi, la Costituzione e l’idea stessa della Stato di diritto. Perchè, come dichiarò Amnesty International, durante il G8 di Genova ci fu “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale.



