Si è conclusa domenica la 43esima Sagra dell’Uva e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro con un incredibil successo di pubblico e di turisti. Splendide le coreografie allestite in tutto il paese dai volontari, belli e divertenti gli allestimenti dei carri, di rango gli spettacoli e, a completare l’opera, un enorme lavoro dei produttori che hanno reso appuntamento enogastronimico imperdibile questa edizione.
“La 43esima Sagra – ha spiegato il sindaco Montanari – si proponeva di valorizzare e rinsaldare la vocazione agricola del territorio castelvetrese esaltando la storia e le caratteristiche del suo prodotto principe, il Lambrusco Grasparossa e penso che l’obiettivo, visti i numeri e la qualità, sia stato assolutamente raggounto. Con questa 43esima edizione abbiamo deciso di far tornare sempre più la sagra alle proprie origini, se in altri luoghi le feste di paese sono fiere vere e proprie, la nostra idea era quella di andare in controtendenza. In questi anni l’armonia delle componenti sociali, economiche, istituzionali, la collaborazione fra le diverse parti della comunità castelvetrese, hanno dato la spinta decisiva a elaborare e far crescere il progetto Castelvetro, che vuol dire alta qualità, professionalità, un pacchetto di offerte competitive sul difficile mercato delle mete turistiche. Merito proprio dell’impegno e della determinazione delle diverse parti del nostro sistema, dai produttori alle associazioni, dalle aziende ai commercianti, dai cittadini stessi alle istituzioni. Un ringraziamento va a punto a tutte queste componenti che stanno facendo crescere il nostro paese sotto tutti i punti di vista”.
Queste le parole di Fabrizio Leonelli, assessore al turismo e presidente del Consorzio VITA di Castelvetro: “Il successo di pubblico è stato straordinario ed è stato possibile grazie al lavoro di tante, tantissime persone. Il ringraziamento è doveroso, per il lavoro di allestimento svolto dai volontari, sia per la piazza davvero notevole sia per i carri di bacco, quest’anno decisamente a tema, come d’altronde li volevamo. Va inoltre sottolineato il grande apporto della Consulta del Volontariato castelvetrese per la gestione del ristorante con menu tipici di ottima qualità, e tutti gli operatori del Comune e del Consorzio vita, che si sono prodigati.
Ultimi, ma non per questo meno importanti, un grazie va agli sponsor sempre indispensabili, ai commercianti e produttori per la partecipazione e la condivisione della “nuova”, ossia vecchia, filosofia della Sagra che abbiamo cercato di recuperare. Nella certezza di avere sbagliato, speriamo poco, con la collaborazione di tutti lavoreremo per migliorarci. Arrivederci alla prossima Sagra£.
“Questa edizione della sagra – sottolinea Roberta Pelloni, vicepresidente del Consorzio VITA – si voleva porre non solo come sagra di paese, ma cercava visibilità anche tra gli addetti al settore, che abbiamo registrati molto attenti a scoprire le novità delle nostre eccellenze vinicole e gastronomiche. Si è cercato inoltre di dare maggiore risalto all’aspetto scenografico, l’occhio vuole pur sempre la sua parte, per rendere il soggiorno Castelvetrese del visitatore un’esperienza sempre più coinvolgente e accattivante. Insomma immagini, evocazioni , ma soprattutto tanti interessanti prodotti. Innovare non vuole dire stravolgere, ma tirare fuori il meglio di un’idea, di una tradizione. La Sagra è certamente parte integrante della tradizione popolare locale, ed era giusto mantenerla viva innovandola con un occhio rivolto al passato e uno al futuro. Non tralasciamo l’auspicio che questa manifestazione possa col tempo diventare un appuntamento anche per un pubblico straniero, sempre più interessato a questi eventi, il lavoro è ancora tanto da fare e le idee non mancano, ma i risultati di quest’anno sono di buon auspicio”.



