
Poco rosee dunque le prospettive per molti punti vendita, esclusivi e non, che effettuano la rivendita dei quotidiani nelle frazioni e nei piccoli centri montani della nostra provincia. L’attività a parere degli edicolanti, è di fatto divenuta antieconomica e non più sostenibile. “Il perdurare di questa situazione – continua Soci – avrà come effetto immediato che molte rivendite chiuderanno. Lasciando ampie parti di territorio montano, già per altro colpito specie nei piccoli paesi e nelle frazioni da un depauperamento dell’offerta commerciale, privi di un altro servizio essenziale, e cioè quello della diffusione della carta stampata, che dovrebbe essere garantito a beneficio di tutte le comunità locali”.
“Così – conclude il rappresentante dell’Associazione imprenditoriale – mentre i distributori locali e nazionali si pongono in difesa delle loro aziende, scaricando i costi della crisi sugli edicolanti, la situazione si aggrava e le rivendite rischiano la chiusura in quanto impossibilitate a sostenerne i costi. Il tutto nel silenzio delle Amministrazioni locali, poco sensibili, verrebbe da pensare, di fronte alle sorti di un servizio, quello della diffusione degli organi di informazione, che a nostro parere andrebbe salvaguardato”.




