Dal 19 maggio al 23 giugno i giovedì modenesi sono all’insegna della grande musica del passato. Cinque concerti in altrettante chiese portano in città interpreti prestigiosi con i loro diversi repertori: dalla musica rinascimentale del Ring Around Quartet al canto gregoriano della Schola Benedetto XVI, dal classicismo dell’Ensemble del Royal Concertgebouw di Amsterdam all’arcaico canto gutturale dei Tenores Bitti, per finire con il Coro Luigi Gazzotti e gli strumentisti di Arte Resoluta

Grande musica, interpreti prestigiosi, le più belle chiese della città: da 14 anni sono gli ingredienti che aprono le porte all’estate modenese, grazie al festival “I luoghi sacri del suono”. Per questa edizione sono cinque le date da segnare in agenda, dal 19 maggio al 23 giugno. I concerti, rigorosamente gratuiti, sono tutti di giovedì alle 21.15. La rassegna è come sempre ideata e organizzata dall’Associazione Corale Luigi Gazzotti e sostenuta da Comune, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Franco Cosimo Panini Editore.

Il cartellone si caratterizza per una straordinaria varietà di proposte: diversi gli stili musicali, la composizione dei cinque organici e l’effetto sonoro prodotto.

Si comincia con il Ring Around Quartet (19 maggio, Chiesa del Paradisino), tra i più interessanti ensemble vocali italiani, che propongono il concerto-spettacolo che li ha rivelati nel 2003 al Festival di Spoleto. Il loro modo nuovo di vivere – non solo cantare – le atmosfere antiche, trasforma ogni pezzo in un percorso che, attraverso i secoli, giunge a noi incredibilmente fresco e travolgente. “Gioco di voci” è un concerto di musica vocale del XVI secolo, dove i cantanti non si presentano eleganti dietro ai leggii, ma a piedi nudi e in abiti leggeri, e accennano passi di danza, recitano mentre cantano, giocano con la musica e con le parole, con i movimenti e con gli sguardi.

Nell’appuntamento successivo è protagonista la purezza antica del gregoriano, affidato alla prestigiosa Schola Gregoriana Benedetto XVI (26 maggio, Chiesa di Santa Maria delle Assi) che sotto la direzione del Monaco benedettino dom Nicola Bellinazzo dà voce alla tradizione mariana con “Ave mundi spes Maria”. Sotto il nome di canto gregoriano, riferito alla riforma di papa Gregorio Magno (pontefice fra il 590 e il 604) si riunisce un incredibile repertorio sviluppato e arricchito nei secoli. Ancora oggi è la modalità canonica per lodare e pregare Dio attraverso una vocalità che valorizza testi latini di grande bellezza e profondità teologica. Il concerto verrà eseguito in condizioni di semioscurità per favorire la concentrazione del pubblico e alludere alle atmosfere in cui questa musica è nata.

E’ di straordinaria intensità il programma dell’Ensemble del Royal Concertgebouw di Amsterdam (9 giugno, Chiesa di San Bartolomeo), incentrato su uno dei capolavori di Franz Joseph Haydn. L’Ensemble è una formazione cameristica composta da prime parti della famosa orchestra olandese che prende il nome dalla “Sala da Concerti” (Concertgebouw) di Amsterdam, progettata dall’architetto Adolf Leonard van Gendt nel 1888. Il Concertgebouw è famoso ancora oggi per la sua bellezza – è tra le sale da concerto più visitate al mondo – e soprattutto per la splendida acustica. “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” è una composizione che venne commissionata nel 1785 a Haydn dal vescovo spagnolo di Cadice come lavoro orchestrale da eseguirsi nella Settimana Santa: la musica delle sonate delinea lo stato d’animo di Gesù, del buon ladrone, di Maria e Giovanni, dei crocifissori.

Si prosegue con l’arcaico canto gutturale sardo dei Tenores di Bitti (16 giugno, Chiesa di San Domenico), quartetto vocale di fama internazionale alla prima esibizione modenese. Ascoltando il loro “Canto a tenore” si ha l’impressione di una fusione totale con la natura. Non è difficile capire perchè l’UNESCO abbia deciso di includerli – unico caso in Italia insieme all’Opera dei Pupi Siciliani – tra i 43 capolavori che costituiscono il patrimonio intangibile dell’umanità. Il canto a tenore dei pastori del centro della Sardegna è uno straordinario esempio di polifonia del Mediterraneo per complessità, ricchezza timbrica e forza espressiva: è realizzato da quattro voci maschili, dalla più grave alla più acuta.

La conclusione del Festival è affidata al Coro Luigi Gazzotti e agli strumentisti di Arte Resoluta (23 giugno, Chiesa di Sant’Agostino), riuniti per l’esecuzione di una delle più complesse e spettacolari Messe di Haydn, nella sua versione originale caratterizzata da un’orchestrazione per archi, trombe e timpani. Arte Resoluta si caratterizza per la ricerca e l’approfondimento dello stile e della prassi barocca e classica e si avvale della collaborazione di solisti tra i più significativi del settore. A loro si unisce un quartetto solistico formato da giovani cantanti, già affermati a livello internazionale e specialisti di questo repertorio.

La rassegna, a ingresso gratuito, è ideata e organizzata dall’Associazione Corale Luigi Gazzotti. L’Associazione rappresenta un punto di riferimento storico del canto modenese: nata a Modena nel 1923, è intitolata all’omonimo compositore modenese scomparso nello stesso anno; nel 1956 viene istituita come Ente Morale dello Stato. Il Coro dell’Associazione, distribuito in diversi organici, ha sempre mantenuto un’attività concertistica intensa e di qualità, eseguendo repertori vari e accuratamente selezionati con una particolare attenzione alla grande musica sacra per coro sia a cappella che con orchestra. Dal 2001 il Direttore del Coro è Giulia Manicardi.