
«I lavoratori non possono pagare per l’irresponsabilità di anni di cattivo uso delle finanze pubbliche – aggiunge Stefania Gasparini, segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica – Per questo ribadiamo con forza il nostro no alla proroga del blocco dei contratti pubblici disposta dalla manovra e lanciamo da oggi una mobilitazione capillare in tutti i posti di lavoro per chiedere anche alla politica regionale e locale di far ripartire la contrattazione integrativa. Sul pubblico impiego, oltre a quello dei contratti, grava anche il blocco del turn-over; – ricorda Gasparini – i servizi pubblici della nostra regione, già in forte difficoltà e con poco personale, rischiano di essere fortemente indeboliti in un momento in cui aumentano i bisogni delle persone e delle famiglie. Allo stesso tempo, però, sono impensabili aumenti di spesa che finirebbero per essere pagati con le tasse dei cittadini».
Per la Cisl la strada è rafforzare il pieno esercizio della contrattazione integrativa per redistribuire a favore dei lavoratori il 50 per cento delle economie di gestione. Con la sua mobilitazione, la Cisl vuole dire alla politica che i lavoratori pubblici non sono un costo, ma una risorsa, e che la contrattazione integrativa può essere lo strumento per riorganizzare i servizi e far crescere la produttività del settore pubblico e dell’intero sistema produttivo italiano.



