
“L’adozione di norme diverse dalle attuali, in considerazione della profonda diversità di legislazione dell’Italia con altri Paesi comunitari in materia di commercio su aree pubbliche, è lesivo dei diritti acquisiti e, in ogni caso, mancherebbe del carattere di oggettività, contribuendo alla sostanziale precarizzazione del settore” – aggiunge Nicola Fusaro Presidente di FIVA Confcommercio Ascom Bologna.
“E’ necessario risolvere a monte la questione – sottolinea Anna Maria Beckers, Segretario degli Ambulanti FIVA Confcommercio Ascom Bologna – valutando l’opportunità di escludere espressamente l’equiparazione dei posteggi in aree di mercato alle “risorse naturali”, del resto, la quasi totalità dei posteggi di mercato, è allocata su strade e piazze per un orario giornaliero limitato, tornando a disposizione dei cittadini subito dopo la fine del mercato: una ulteriore ragione per escludere detti posteggi dalla nozione di risorse naturali”.
FIVA e Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Emilia Romagna si sono sempre dimostrate attente agli sviluppi della normativa europea sulla liberalizzazione dei servizi, promuovendo presso le sedi istituzionali un confronto su più livelli che ha coinvolto l’Unione Europea, il Parlamento, il Governo e la Regione. “E’ necessario – commenta Alverio Andreoli, Presidente FIVA Emilia Romagna –correggere l’effetto perverso della Direttiva Bolkestein sulle 160 mila imprese ambulanti italiane. A livello regionale abbiamo lavorato con l’Assessorato che fin dall’inizio si è dimostrato attento e disponibile a sciogliere i nodi della situazione, soprattutto attraverso lo strumento della Conferenza Stato-Regioni. Mentre a livello nazionale abbiamo incontrato più di una volta gli esponenti del Governo. Su entrambi i fronti abbiamo chiesto che siano preservati i diritti di anzianità e di professionalità del settore su aree pubbliche nel rinnovo delle concessioni, salvaguardando quindi il settore. Continuiamo – continua Andreoli – a rivolgere un pressante appello alle istituzioni, ai gruppi parlamentari e alle forze politiche perché intervengano con urgenza”.
“La Bolkestein – sottolinea Giacomo Errico, Presidente Nazionale FIVA Confcommercio –interviene pesantemente sul futuro delle imprese perché mette a rischio il patrimonio di anzianità maturato sui posteggi, il cui rinnovo non seguirebbe più i criteri applicati fino ad oggi. Di fronte a questa vera e propria assurdità, che non trova fondamento alcuno se non su un principio del tutto teorico e tecnocratico, gli ambulanti e le loro organizzazioni sono mobilitati per ottenere una modifica delle norme. Noi pensiamo – conclude Errico – che, come le Regioni e come il Parlamento, anche il Governo dovrebbe riconoscere il buon diritto degli ambulanti. Si tratta di una norma a costo zero che darebbe certezza e tranquillità all’esercizio dell’impresa”.
Per condividere con istituzioni ed operatori criticità, prospettive e novità sulla Direttiva Bolkestein, la FIVA dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Emilia-Romagna e FIVA Confcommercio Ascom Bologna, promuove un Convegno regionale per gli ambulanti dal titolo “La Direttiva Bolkestein: novità e prospettive per gli operatori del commercio ambulante” che si terrà a Bologna nella giornata di Martedì 15 Novembre 2011, alle ore 15.00, presso la Sala Carracci di Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Bologna in Strada Maggiore 23 a Bologna. L’iniziativa vedrà la presenza del Presidente della FIVA nazionale Giacomo Errico e della Dott.ssa Paola Castellini Dirigente dell’Assessorato regionale al Commercio dell’Emilia-Romagna.
Le cifre
Il profilo sintetico del settore
162.000 le imprese di cui il 16% a conduzione femminile e il 33 % a titolarità extracomunitaria 350.000 gli addetti, fra titolari collaboratori familiari e personale dipendente con un ulteriore indotto di altre 100.000 unità
14-16% la quota finale di consumi commercializzati dal settore 20% l’incidenza del settore sul totale dei punti vendita italiani di commercio al dettaglio 4.380.000 mq la superficie di vendita attivata dalle imprese 2.062.000 mq nel settore dell’abbigliamento, del vestiario e delle calzature 1.490.000 mq nel settore delle merci varie 828.000 mq nel settore alimentare 25-26 miliardi di Euro la cifra d’affari di mercati, itineranti, chioschi e fiere
24 milioni di consumatori che vengono sui mercati una volta a settimana e vi effettuano almeno un acquisto
Le quote di consumo
ORTOFRUTTA 50-55% – PESCE 35-40% – SALUMI E FORMAGGI 15-20% – ALTRI ALIMENTARI 10-15% – ABBIGLIAMENTO E CONFEZIONI 10-12% – INTIMO MAGLIERIA 10-15% – JEANSERIA CAMICERIA 10-12% – CALZATURE 5-7% – CASALINGHI ARTICOLI DA REGALO 8-10% – GIOCATTOLI 2-3% – PROFUMI E DETERGENTI 3-4% – AUDIOMUSICA 2-3% – PIANTE E FIORI 5-6% – ALTRI PRODOTTI 1-2% – PELLETTERIE 8%

oltre 1.100 i mercati nei soli capoluoghi di provincia con 94.000 posteggi oltre 9.000 i mercati periodici negli altri comuni italiani quasi 6.000 le fiere e sagre tradizionali all’anno in aggiunta a chioschi isolati, postazioni a rotazione e piazzole per itineranti
(Fonte: Elaborazioni FIVA su dati Unioncamere e Minindustria)




