
Specialista in neurologia, psichiatria, fisiatria ortopedica, dirigente dell’Unità Operativa Area Nord Ausl di Reggio Emilia, presso l’Ospedale di Guastalla, dove si occupa della diagnosi e cura delle malattie neurodegenerative centrali e periferiche, il professor Marchesi ha svelato, al numeroso pubblico che affollava la splendida Sala dei Miti di Palazzo Sartoretti, i segreti del cervello da cui si originano idee e creatività tra psicologia e neuroscienze.
“La creatività è il frutto di una complessa interazione di fattori individuali, ambientali e socio-culturali – ha spiegato il professor Marchesi – in cui i fattori cognitivi, legati alla conoscenza, i fattori conativi, propri dei tratti caratteristici della personalità, e i fattori ambientali, relativi all’educazione e al contesto sociale, incidono sensibilmente sulla costituzione dei processi mentali che sottendono a questa potenzialità”.
Per favorire lo sviluppo della creatività, secondo il professor Marchesi, “ai bambini sarebbe opportuno impartire un’educazione flessibile, che rispetti le regole, ma che allo stesso tempo stimoli curiosità e indipendenza”. Complesso quindi il ruolo dei genitori per i quali non sono considerati positivi atteggiamenti troppo permissivi, ma nemmeno troppo severi. “E’ necessario sforzarsi di capire i bisogni dei figli – ha continuato Marchesi – assecondarli nelle loro espressioni creative e farli vivere in un ambiente aperto e dinamico in cui la competizione e il merito siano giustamente riconosciuti. Solo così si svilupperà la collaborazione tra gli emisferi, destro e sinistro, del cervello a vantaggio della capacità creativa”.
Il professor Marchesi, che è anche un noto esperto di neuroestetica, ha condotto numerose ricerche sul rapporto tra genialità e follia, riferite in particolare modo al mondo dell’arte, ed è autore di oltre un centinaio di pubblicazioni di argomento neurologico-riabilitativo, ha infine analizzato l’enigmatica contiguità, quel sottile confine che spesso vi è tra la creatività e l’eccentricità e che talvolta scade nella patologia mentale. Così come il disturbo bipolare o psicosi maniaco-depressiva che tra gli artisti ricorrerebbe nella percentuale del 20%, rispetto all’8-10% della popolazione generale e di cui si dice ne fossero affetti artisti straordinari come Beethoven, Van Gogh, Hemingway, Dickens, Haendel e molti altri.
La serata, molto partecipata, si è conclusa con una lunga serie di interventi e domande che hanno accompagnato il professor Marchesi anche al termine della conferenza nel corso dell’ottimo buffet preparato dal maestro chef Gianni D’Amato e dalla moglie Fulvia del vicino ristorante Il Rigoletto.




