Il Consiglio di Presidenza dell’Accademia Italiana della Cucina, quest’anno ha assegnato il “Premio Giovanni Nuvoletti” a Marzia Masoni, titolare della trattoria “Tre Spade”, noto locale tipico di Correggio, per il suo significativo contribuito alla conservazione, conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale del territorio reggiano.

La cerimonia, presentata dal delegato di Carpi-Correggio Pier Paolo Veroni, ha visto la partecipazione del presidente dell’Accademia, Giovanni Ballarini, del coordinatore territoriale, Vittorio Brandonisio, oltre ai delegati di Reggio Emilia, Modena e Parma – Bassa Parmense, e di numerosi accademici e autorità cittadine civili e militari.

Il presidente nazionale Ballarini ha illustrato il significato degli attestati che l’Accademia assegna ogni anno sul territorio per valorizzare le attività promosse a livello nazionale e internazionale e consolidare la propria opera di rispetto, conservazione e impulso dei valori della cucina italiana tradizionale.

Ballarini ha quindi sottolineato l’importanza di una corretta conoscenza e valutazione della letteratura di riferimento nell’ambito della cultura gastronomica che negli ultimi anni ha registrato una notevole diffusione, se si pensa che l’Istat, solo nell’ultimo anno, ha censito ben 580 nuovi volumi di culinaria.

Le motivazioni che hanno determinato l’assegnazione del prestigioso premio accademico alle sorelle Marzia e Cinzia Masoni, che aprirono il loro locale nel 1983 sotto i portici nel cuore di Correggio, non prescindono dal contesto culturale nel quale si trova il locale.

A Correggio, infatti, convivono alcuni tra i più importati avamposti dell’industria e dell’economia italiana accanto a un paese che ha saputo mantenere intatta la struttura urbana originaria. Ed è in uno di questi splendidi palazzi, con uno ingresso in puro stile Liberty, che si trova la trattoria “Tre Spade” il cui nome prende spunto da un’antica osteria locale.

La cerimonia si è conclusa a tavola, con la riproposizione delle antiche ricette della migliore tradizione culinaria reggiana tramandate da Noemi, mamma di Marzia e Cinzia, secondo la vecchia filosofia in cui tutto ancora oggi viene prodotto in casa: a partire dal brodo per i caplett allo Scarpasòn o Erbazzone reggiano, alla Soleda o Suleda una succulenta focaccia/frittata fatta con farina di grano duro (polenta), lardo, cipollotti, uova e formaggio Parmigiano, cotta al forno in una teglia rotonda e lucida, dalla quale prende il nome. I tortelli verdi e il coniglio all’aceto balsamico dell’Acetaia San Giacomo di Novellara hanno poi lasciato un piccolo spazio a una cremosa zuppa inglese e al Busilan, la famosa ciambella reggiana.

Una serata all’insegna dei migliori piatti della tradizione reggiana che non risente certo delle mode del momento. Una cucina che sfama senza appesantire basata sulle certezze culinarie e sensoriali che appartengono alla tradizione culturale gastronomica prediletta del nostro territorio.

foto: Pier Paolo Veroni e Marzia Masoni