
The End conferma l’impegno sociale della compagnia che si accompagna ad un originalissimo linguaggio scenico: sola in scena Valeria Raimondi declama una sorta di aspro e violento rap sulla morte e sulla dignità nella sofferenza e nella vecchiaia, argomenti che sono dei veri e propri tabù della nostra società. “Oggi la morte non esiste. Non se ne parla – si legge nelle note di regia – Non la si affronta, né la si nomina. È un tabù. La morte viene occultata, nascosta. La consideriamo come qualcosa che non fa parte della vita. […] Oggi invecchiare, come ammalarsi non è consentito. Il mito dell’eterna giovinezza dilaga. Ci stiamo trasformando in un mondo di Dorian Gray. […] Il modo in cui viene affrontata e trattata la morte oggi è profondamente bruciante e carico di contraddizioni. È una combustione lenta e sotterranea, forse per questo più dolorosa e non cicatrizzabile”.
Vestita di lustrini, Valeria Raimondi allestisce un macabro presepe: appende un crocefisso alla fune, issa ai suoi lati, invece dei ladroni, le teste di un bue e di un asino squartati ed infine aggiunge una cometa di lustrini completando il suo presepe vivente.
L’attrice si presenta come una feroce Pizia con le stimmate che impugna una pistola e rivendica in una litania martellante il diritto individuale a scegliere, nei limiti del possibile, la propria morte con l’urlo “Voglio il mio boia / voglio affittarlo / prenotarlo / comprarlo ora”.
Durezza e forti suggestioni smascherano la rimozione della morte, la paura, la solitudine e la regressione che imperversano nella nostra società. Uno spettacolo che tiene il pubblico con il fiato sospeso e lo provoca. “ non mi vedrete con le mutande piene de merda / nuotare nel mio stesso piso / non mi farò lavare da una troia che non sa la mia lingua / non vedrò la vostra faccia di culo una volta al mese / non offrirò lo spettacolo del mio cervello che marcisce / non aspetterò che mi si formino le piaghe sul culo / non mi farò ficcare in bocca le vostre pastiglie di cui non so pronunciare il nome / non guarderò la tv parcheggiato in un salone / non sarete tenuti al pellegrinaggio delle visite / non voglio un prete che non conosco che mi racconterà e vi consolerà… “
Una commovente sfida alla vita che svelerà un vero e proprio coup de théâtre.
Ingressi € 11/7.50 – Per informazioni e prenotazioni
BIGLIETTERIA TELEFONICA 059 2136021 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13
BIGLIETTERIA TEATRO STORCHI Largo Garibaldi, 15 – tel. 0592136021 – Orari: martedì dalle ore 10 alle 14 e dalle 16.30 alle 19.00; dal mercoledì al venerdì dalle ore 10.00 alle 14.00; sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.00
BIGLIETTERIA TEATRO DELLE PASSIONI Via C. Sigonio, 382 – tel. 059301880 – La biglietteria aprirà solo nei giorni di spettacolo a partire da un’ora e mezza prima della rappresentazione
VENDITA ONLINE www.emiliaromagnateatro.com– www.vivaticket.it – www.emiliaromagnateatro.com




