Ha chiuso positivamente il bilancio 2011 di Emil Banca, la banca di credito cooperativo presente a Modena, Bologna e Ferrara. «Nonostante la crisi, abbiamo continuato a sostenere l’economia reale concedendo credito alle famiglie e alle imprese locali», ha detto il presidente di Emil Banca, Giulio Magagni, presentando i conti ai soci riuniti in assemblea. L’utile supera il milione di euro, un risultato influenzato anche da significativi aumenti della pressione fiscale. Rispetto all’utile lordo, l’incidenza delle imposte è infatti passata dal 52,71 per cento del 2010 all’80,25 per cento del 2011. Crescono patrimonio netto (210 milioni di euro, +1,6 per cento), capitale sociale (53,1 milioni di euro, +10,2 per cento) e numero dei soci (20.575 al 31 dicembre 2011, +6,2 per cento rispetto al 2010). Gli impieghi ammontano a 1.728 milioni di euro, (-1,5 per cento), mentre la raccolta ha subito un rallentamento (2.451.milioni di euro, -3,1 per cento rispetto al 2010). Circa l’80 per cento degli impieghi è andato a finanziare soci Emil Banca, confermando la mutualità prevalente dell’istituto; è locale il 98 per cento dei soggetti finanziati, a dimostrazione del legame tra la banca e il territorio. Il 71,2 per cento del credito erogato è andato al sostegno delle imprese locali, escluse quelle le cui attività violano la legge, non rispettano i diritti fondamentali della persona o danneggiano l’ambiente. Il rapporto tra impieghi e raccolta diretta è del 104 per cento, a testimonianza che il denaro raccolto nelle comunità viene totalmente impiegato a favore delle stesse. «In presenza di scarsa liquidità, abbiamo deciso di continuare a erogare denaro alla piccola e media impresa, oltre che alle famiglie, riducendo nel contempo i crediti di importo elevato – dichiara il direttore generale di Emil Banca, Daniele Ravaglia – Ciò ha permesso, coerentemente con la nostra missione di banca di credito cooperativo, la concessione di credito al maggior numero di soggetti possibile. Gli affidamenti sopra al milione di euro si sono abbassati dal 36,6 per cento del 2009 al 20 per cento del totale, mentre gli affidamenti tra i 50 e 125 mila sono aumentati del 3,3 per cento rispetto all’anno scorso». Come era prevedibile, la difficile condizione economica generale ha causato un peggioramento della qualità del credito: il rapporto tra sofferenze nette e impieghi netti a fine 2011 era, infatti, pari al 4,2 per cento (+17 per cento rispetto al 2010). È un dato che non incide, tuttavia, sulla solidità di Emil Banca, che ha un Core Tier 1 Capital ratio di 11,92 per cento (+4,4 sul 2010) e un Total Capital Ratio di 12,78 per cento (+3,2 sul 2010), pienamente in linea con criteri di Basilea 3.