
L’iniziativa è indetta dalla sede reggiana dello Zonta club, organizzazione internazionale che ha come principale obiettivo quello “di migliorare lo stato della donna politicamente, socialmente, legalmente e professionalmente”.
“E’ un argomento di grande importanza – sottolinea Simona Caffarri, vicepresidente del sodalizio – perché, per la maggior parte delle sordità, prevenire significa impedire che la malattia si trasformi in disabilità ed handicap per il bambino, con importanti ripercussioni sul suo sviluppo psichico”.
Il progetto “che presenteremo, realizzato da una équipe medica dell’Arcispedale Santa Maria Nuova – prosegue la portavoce dello Zonta reggiano – ha infatti l’obiettivo di effettuare diagnosi e trattamenti precoci alla nascita, e comunque entro tre mesi dalla stessa”.
Dopo la presentazione della dottoressa Sandra Lasagni, pediatra, che coordinerà i lavori, e i saluti di rappresentanti dell’Ausl, dell’Asmn e del dottor Verter Barbieri, direttore del reparto di otorinolaringoiatria, ci saranno gli interventi del dottor Giovanni Bianchin (responsabile dello screening uditivo neonatale a livello provinciale e della diagnosi e cura delle malattie otologiche dell’arcispedale), della dottoressa Barbara Bertoldi, otorinolaringoiatra, e della dottoressa Patrizia Formigoni, responsabile del servizio di foniatria dell’Asmn.
In conclusione sarà consegnato alla stessa dottoressa Bertoldi (proprio per il progetto illustrato, “Screening uditivo neonatale universale”) il premio “Innovazione e ricerca” intitolato alla memoria della professoressa Amedea Barani, socia dello Zonta Club prematuramente scomparsa nel 2007.





