Nel Parco di Cà Ranuzza a Castelfranco Emilia è presente una stalla ristrutturata di proprietà del Comune, bellissima, ma abbandonata, con vetri rotti, grondaie logore, porte aperte, impianti elettrici forzati, ovunque rifiuti (vedi foto allegate). Non ci si spiega perché un così bell’edificio venga lasciato nel più desolante degrado e nell’incuria quando potrebbe divenire un centro di aggregazione, un punto di riferimento per i castelfranchesi, un locale, gestito da un circolo, da una o più associazioni culturali, da un gruppo di giovani senza lavoro.
La guardi e te la immagini piena di gente, seduta ai tavoli sotto il possente soffitto in legno, oppure ai tavolini per un aperitivo o un gelato, sotto al bel portico a volta (oggi sporco e deteriorato) o nel prato antistante, trasformato in un grande salotto estivo, con il sottofondo musicale di una band, di una piccola orchestra, le voci di una compagnia teatrale. Cineforum, convegni, mostre, laboratori di lettura, arti figurative, piccoli spettacoli teatrali o musicali….la vecchia stalla di Cà Ranuzza potrebbe dare tanto ai cittadini di Castelfranco tornando ad essere luogo di incontro di una comunità così come lo era nelle fredde sere d’inverno nella civiltà contadina. Non sono tanti i comuni che hanno la fortuna di possedere un edificio con tali potenzialità, immerso in un parco bellissimo a pochi passi dal centro.
La sottoscritta ha inviato al Sindaco ed ai Capigruppo Consiliari del Comune, proprietario dell’immobile, una lettera per segnalare il degrado in cui versa l’edificio storico e per proporre un concorso di idee per l’affidamento in gestione della stalla del parco di Ca’ Ranuzza. Mettendo magari a disposizione un finanziamento che permetta al progetto di partire. La stalla di Cà Ranuzza sarebbe il migliore investimento per tanti cittadini che, forse, un giorno potrebbero scoprire di non essere poi così stranieri/estranei gli uni agli altri.
Sabina Piccinini
Circolo Legambiente San Cesario
(divenuta di recente cittadina castelfranchese)




